Cronaca

Cie di Gradisca: Scendono i Migranti dal Tetto, ma Divampa la Polemica Politica

Serracchiani, Codega, Lauri e Del Zovo vogliono la chiusura. Prima voce fuori dal coro quella di Massimiliano Fedriga Ieri sono scesi dal tetto del Cie di Gradisca i circa trenta migranti che, durante la protesta delle associazioni umaniste di...

Serracchiani, Codega, Lauri e Del Zovo vogliono la chiusura. Prima voce fuori dal coro quella di Massimiliano Fedriga

Ieri sono scesi dal tetto del Cie di Gradisca i circa trenta migranti che, durante la protesta delle associazioni umaniste di sabato pomeriggio, avevano deciso di far sentire anche la loro voce di dissenso contro la loro condizione di "detenuti". Per fortuna non ci sono stati feriti, mentre resta grave il giovane che era caduto dal tetto della struttura nel tentativo di fuggire.

Già la Presidente Serracchiani si era detta favorevole alla chiusura del Centro d'identificazione ed espulsione, convocando anche la Giunta a Gradisca la prossima settimana. Molti altri esponenti politici locali e nazionali sono d'accordo con lei, ma c'è anche una voce contraria.

Franco Codega, consigliere regionale del PD: «Le condizioni di vita delle persone ivi trattenute sono inaccettabili. Sono molto più restrittive di quanto previste dalle direttive europee in proposito e sono spesso al limite del rispetto dei diritti umani fondamentali: ci sono difficoltà di comunicare all'esterno, privazione di uno spazio mensa, somministrazione di psicofarmaci, mancanza di qualunque libro o giornale cartaceo, stazionamento in recinti-gabbia».

Giulio Lauri, capogruppo di Sel in Consiglio regionale: «Nelle prossime settimane sono prevedibili nuovi arrivi di migranti in fuga dall'Egitto e dagli altri paesi del Nord Africa e del Medioriente. Farli arrivare a Gradisca sarebbe irresponsabile, come gettare altra benzina sul fuoco. La legge Bossi-Fini va abolita e i Cie vanno chiusi, a cominciare da quello di Gradisca, a detta di tutti il peggiore in Italia».

A favore della chiusura anche Ilaria Del Zovo, consigliare regionale del Movimento 5 Stelle: «Come se la situazione non fosse abbastanza critica, il ministro dell'Interno ha inoltre pensato bene di emanare un decreto che istituisce a Gradisca d'Isonzo un Centro di accoglienza (Cda). Si tratta di persone sbarcate per lo più sulle coste del Sud Italia. Il rischio molto serio è che in regione arrivino almeno 500 immigrati al mese, destinati ad aumentare a dismisura il numero dei clandestini presenti in Friuli Venezia Giulia. È una situazione insostenibile, anche per le forze dell'ordine continuamente sotto organico, che va avanti da anni nell'indifferenza totale della politica».

Contrario invece è Massimiliano Fedriga, parlamentare della Lega Nord: «La legge Bossi-Fini e la più recente estensione a 18 mesi della durata massima di trattenimento dei clandestini nei Cie, voluta da Maroni quando era Ministro dell'Interno, ha determinato una considerevole riduzione dei flussi migratori verso il nostro Paese. Viaggi della speranza che purtroppo sono tornati in voga a causa delle dichiarazioni del ministro Kyenge e delle politiche lassiste di questo Governo, a cui la Giunta regionale pare voglia allinearsi in modo miope e ideologico. Sono inoltre allibito che la stessa Serracchiani abbia aperto al dialogo con quelle associazioni a forte connotazione partitica che altro non fanno se non alimentare la tensione».

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