Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Cie Gradisca, Sindacato di Polizia: «Simbolo del Fallimento della Politica»

Gli ultimi arrvati hanno tutti rifiutato le procedure di identificazione e già questo a nostro avviso dovrebbe bastare per poterli rimpatriare piuttosto che offrire un'altra opportunità Quanto accade in questi giorni presso il CIE di Gradisca ben...

Gli ultimi arrvati hanno tutti rifiutato le procedure di identificazione e già questo a nostro avviso dovrebbe bastare per poterli rimpatriare piuttosto che offrire un'altra opportunità

Quanto accade in questi giorni presso il CIE di Gradisca ben rappresenta il fallimento della politica di questi anni. Gli interventi da parte di esponenti politici, fatti fuori dalle sedi opportune, hanno creato false speranze tra gli immigrati clandestini che attendono di essere rimpatriati. Il compito delle Forze dell'ordine è fare rispettare le leggi ed i regolamenti, discussi e "decisi" dalla politica attraverso il Parlamento. La legge discussa una volta approvata democraticamente, va applicata in maniera chiara senza polemiche. Le Forze dell'Ordine stanno dalla parte dello Stato, che ha legittimamente legiferato. Chi sta dall'altra parte sta con chi viola le leggi.

La permanenza presso i CIE, CARA e CDA, sono la conseguenza dell'applicazione della legge, non di una volontà delle Forze dell'Ordine. La lungaggine del trattenimento è dovuto spesso alle difficoltà del rilascio di un documento da parte delle autorità consolari dello Stato di provenienza, che in molti casi non hanno alcun interesse a "riprendere" il proprio connazionale, spesso perché persona indesiderata.

Il prolungarsi dei tempi di trattenimento e l'alimentare false speranze spesso è causa di tensioni, che sfociano poi in violenze, devastazioni e violazioni della legge che obbligano ad un intervento, a volte anche "deciso" da parte dei tutori dell'ordine. Spiace, in questi giorni constatare, la facilità nell'additare l'operato delle Forze dell'Ordine, evidenziando lo stato in cui vengono trattenuti i clandestini, dimenticando o escludendo a priori in quali condizioni sono costretti a lavorare gli operatori sociali e le Forze dell'Ordine.

Il SAP, Sindacato autonomo di Polizia, è da qualche anno che rappresenta le necessità dei CIE ed in particolare di quello di Gradisca, di essere adeguato per quello che è: una struttura per il trattenimento coatto. Parole evidentemente mai raccolte, proprio da quella "politica" che dovrebbe affrontare una volta per tutte seriamente il problema dei rimpatri. La politica appare sorda alle nostre istanze, ma approfitta delle "distrazioni" del periodo agostano, decretando che il CIE di Gradisca diventi anche CDA. Così facendo il Dipartimento ha potuto trasferire e potrà far accogliere a Gradisca i clandestini sbarcati in questi giorni in Sicilia.

Questa "operazione" fa pensare, non tanto ad una necessità di distribuirli sul territorio, ma di avvicinarli ai confini con i paesi del nord Europa. Infatti, delle prime 40 persone arrivate, nessuna è rimasta al CDA, 18 non hanno dormito una sola notte e 22 invece si sono allontanati la mattina successiva, facendo perdere definitivamente le loro tracce.

Gli immigrati, quelli che dovrebbero richiedere lo status di rifugiato politico, chiedendo di fatto aiuto all'Italia, hanno tutti rifiutato le procedure di identificazione (foto ed impronte digitali), evidentemente ben istruiti a priori da qualcuno. Già questo a nostro avviso, dovrebbe bastare per poterli rimpatriare piuttosto che offrire un'altra opportunità.

Questi sono gli stessi immigrati che hanno lasciato in condizioni precarie, per non dir altro, il pullman della Polizia di Stato usato per il trasferimento, un mezzo che oltretutto non è attrezzato ed adeguato per un simile servizio. Perché, va detto, la politica ancora una volta non ha saputo o voluto dar risposte, il SAP infatti, più volte in questi ultimi anni ha lanciato l'allarme sulle condizioni in cui si trovano i mezzi della Polizia di Stato, sulle condizioni e per quale stipendio lavorino i Poliziotti, un contratto fermo dal 2009, che proprio in questi giorni si vuole nuovamente bloccare, ma anche, nello specifico, sulle condizioni lavorative nel CIE di Gradisca.

Il mondo della politica, invece di "liquidare" il problema additando l'operato delle Forze dell'Ordine, pensi a trovare una soluzione, perché non solo gli immigrati clandestini, che devastano la struttura e delinquono sono persone, ma anche chi lavora onestamente per far rispettare le leggi dello Stato lo sono, ed hanno diritto a lavorare e far vivere le proprie famiglie in modo dignitoso. Scaricare, per l'ennesima volta, sulle forze dell'ordine le responsabilità di quello che negli anni proprio la politica non ha saputo risolvere, ci sembra ingiusto e troppo comodo.

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