Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Petizione città metropolitana, Belci contro Russo: «Strumento poco consono a parlamentare»

Lo rileva in una nota Franco Belci, segretario generale Cgil Fvg: «Nessuno si preoccupa della provincia di Gorizia e di quella di Pordenone, né del consenso delle popolazioni interessate e si dà dunque per scontata, nei fatti, una rinuncia alla condizione di autonomia speciale»

«Il sindacato e il mondo del lavoro hanno bisogno di una Regione stabile e coesa per uscire dalla crisi e puntare ad una nuova fase di sviluppo. Stiamo assistendo invece a fenomeni centrifughi che ne mettono oggettivamente in discussione l’unità, e con essa l’autonomia: la sua ragione sta infattinella sintesi di tradizioni, identità e condizioni diverse».

Lo rileva in una nota Franco Belci, segretario generale Cgil Fvg.

«L’origine di questo surreale dibattito sta indubbiamente nell’iniziativa del senatore Francesco Russo che, dopo aver legittimamente presentato un emendamento che prevede la «possibilità» di istituire la città metropolitana, sta tentando di forzare sulla sua costituzione in maniera unilaterale, con uno strumento poco consono a un parlamentare: una petizione popolare. Ciò ha provocato una reazione uguale e contraria a Udine, con l’ipotesi di un referendum per scindere i destini di Udine dalla Regione: in questo caso, almeno, presentata da un Comitato». franco belci facebook-2

«Nessuno si preoccupa della provincia di Gorizia e di quella di Pordenone, né del consenso delle popolazioni interessate e si dà dunque per scontata, nei fatti, una rinuncia alla condizione di autonomia speciale. Oltretutto la discussione prescinde totalmente dai contenuti che potrebbero consentire di appurare che, partendo dai parametri previsti dal piano europeo per le città metropolitane, Trieste non ha alcuna possibilità di accedere ai finanziamenti».

«Per la Cgil è auspicabile tornare dunque con i piedi per terra, parlare dei problemi delle persone che non arrivano alla fine del mese ed evitare di offrire su un piatto d’argento al Governo l’occasione per inglobare il Fvg in una macroregione del Nordest. Se si vogliono rivedere gli assetti istituzionali, lo si deve fare in un quadro di revisione statutaria che abbia il consenso di tutte le istituzioni e i cittadini dei quattro territori».

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