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Il caso

La Triestina continua il silenzio stampa verso Citysport

"Mai neanche negli anni più bui della recente storia alabardata avevamo assistito ad un atteggiamento di questo tipo. Non abbiamo più parole per esprimere il nostro sconcerto" così il direttore Gabriele Lagonigro

Tra la Triestina e Citysport la frattura è sempre più insanabile. Dopo la segnalazione dello storico settimanale sportivo giunta nell'ottobre scorso, nella tarda serata di ieri 9 febbraio è arrivata la conferma che tra i due non corre buon sangue. Secondo la testata diretta da Gabriele Lagonigro la Triestina ha deciso che "fino a giugno continuerà il proprio silenzio assoluto nei nostri confronti". La motivazione ufficiale, così riporta la nota di Cs, sarebbe da ricondurre alla necessità di proteggere i giocatori e lo staff tecnico. Del fatto è stato informato anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. 

"Neanche negli anni più bui"

"Mai - scrive Lagonigro - neanche negli anni più bui della recente storia alabardata avevamo assistito ad un atteggiamento di questo tipo. Non abbiamo più parole per esprimere il nostro sconcerto e restiamo ancora una volta basiti nell'assistere alla totale mancanza di rispetto verso chi svolge questa professione". Una situazione che complica le relazioni tra il club di Mario Biasin ed il giornale sportivo di Trieste. Sulla vicenda è intervenuto anche il Centro di Coordinamento dei Triestina Club con un comunicato stampa in cui prende posizione. "La nostra funzione - così nella nota - è quella di sostenere la Triestina ma se le cose non vanno bene è giusto esprimere il nostro malumore".

La presa di posizione: "Ci avete promesso la B in tre anni, ne sono passati sei"

Per i tifosi, di cui una parte ha messo in scena, in occasione della sconfitta con la Pro Sesto, la prima contestazione dell'era Milanese, il momento è davvero complicato. Per questo sostengono che vada compiuta un'analisi su quanto fatto fino ad oggi e sugli errori commessi. "Come è possibile che cambiando tecnico e giocatori l’andazzo sia sempre lo stesso? E’ come un copia incolla, ogni anno la stessa storia. E’ come se un tarlo si fosse annidato nello spogliatoio e continui a fare danni. Ognuno, dalla dirigenza, allo staff tecnico ed alla squadra deve prendersi le proprie responsabilità e reagire a questo momento negativo. La colpa di questa situazione è da dividere tra chi ha costruito questa squadra, chi l’allena e chi va in campo". 

I tifosi chiedono più trasparenza

Tra lo stallo venutosi a creare con la ristrutturazione del Ferrini e l'assenza di Biasin da troppo tempo, gli stessi tifosi vogliono vederci chiaro. "Alla società - conclude la nota ufficiale - chiediamo più trasparenza e di mettersi qualche volta in discussione, il presidente non lo si sente da tanto tempo, certo c’è stato e c’è ancora il covid ma un video messaggio per tranquillizzare l’ambiente lo potrebbe fare". 

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