rotate-mobile
Cronaca

Proteste No Green Pass, Savino (Fi) chiede una class action in caso di zona gialla

Plauso alla linea del centrodestra locale anche dai dem. Rojc: “Lega nazionale ha raddrizzato la lotta”. Famulari: “Dipiazza in ritardo, proposta del Pd dieci giorni fa”

Dopo l’impennata di contagi a Trieste e il focolaio collegato alle manifestazioni No Green Pass, arriva da Roma la proposta di una class action contro gli organizzatori delle manifestazioni, per ”recuperare i danni economici e d'immagine già subiti dalla città e destinati ad aumentare in caso di ulteriore crescita dei contagi”. A lanciare la provocazione la deputata e coordinatrice di Forza Italia FVG Sandra Savino.

A proposito del rischio di zona gialla, per la deputata, “la colpa è per buona parte riconducibile alle irresponsabili manifestazioni no vax e no green pass. Un danno enorme per l’economia triestina, che andrebbe a sommarsi al danno d’immagine per la città. Se malauguratamente dovesse verificarsi il passaggio in zona gialla i danni dovrebbero essere addebitati ai responsabili delle manifestazioni".

Dopo la decisa presa di posizione di Fedriga e Dipiazza sulle proteste e i cortei no Green Pass anche l’ala democratica, sia locale che nazionale, applaude la linea del centrodestra locale, pur con alcune critiche. 

Così Debora Serracchiani: "Atti improrogabili, fermi e graduali, confidiamo efficaci a contenere l'esplosione di contagi che ha l'epicentro a Trieste, dove siamo di fronte a un fenomeno non solo sanitario ma anche sociale”. La deputata fa inoltre notare “la reazione civile espressa a Trieste, prima in Italia, da una petizione popolare in difesa della scienza e dei vaccini", in riferimento alla petizione promossa da Mitja Gialuz e Tiziana Benussi, che in pochi giorni ha raggiunto 30mila firme. La stessa è stata appoggiata e firmata anche dai portavoce locali del Movimento 5 Stelle, come dichiarato in una nota ufficiale.

La senatrice dem Tatiana Rojc, pur approvando la linea di Fedriga, punta il dito sulle contraddizioni interne della Lega: "I vertici nazionali della Lega rivedono definitivamente i dubbi di Salvini sul green pass e il suo giudizio sull'operato delle forze dell'ordine quando sono intervenute a Trieste per disperdere l'assembramento che si era creato davanti al porto. Da lì è iniziata la sequela di cortei e manifestazioni che hanno portato la città in vetta ai contagi in Italia. Ora da destra c'è la rincorsa a lodare il sindaco di Trieste e il presidente del Fvg che prendono netta posizione contro eccessi: bene, vuol dire che si può raddrizzare la rotta come abbiamo chiesto. Meglio se l'indicazione viene da un senatore e medico (Roberto Calderoli, ndr) che conosce il dramma del Covid". 

Anche il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli guarda “con soddisfazione alla presa di posizione del presidente Fedriga poiché confidiamo che così siano finiti per sempre tentennamenti, polemiche verso il Governo nazionale sui provvedimenti anti Covid, partecipazione o vicinanza a manifestazioni di protesta”.

Una nota polemica arriva dalla consigliera Famulari, che fa notare come la proposta di un maggior rigore fosse stata fatta “oltre dieci giorni fa dal Pd”. “Come al solito Dipiazza – conclude Famulari - si muove in ritardo, sulla spinta di un'emergenza non rinviabile e sull'onda del moto popolare, ma almeno si muove”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Proteste No Green Pass, Savino (Fi) chiede una class action in caso di zona gialla

TriestePrima è in caricamento