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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Sorelle sanità

Inchiesta sulle "mazzette nella sanità in Sicilia", 20 indagati, c'è anche un triestino

Si chiama Claudio Petronio, ha 67 anni ed è direttore centrale dell'azienda Vivisol Italia, Sud Europa e Brasile. Alla società è stato imposto il divieto di contrarre con le pubbliche amministrazioni per un anno. Nel maggio del 2021 Asugi aveva affidato all'azienda un "servizio straordinario di ossigeno-ventiloterapia domiciliare per trattamento di pazienti CoViD-19" per un importo pari a 84.270,21 euro 

PALERMO - C'è anche un triestino tra i venti indagati che la guardia di finanza, nell'ambito di un'inchiesta su un presunto giro di mazzette per l'aggiudicazione di appalti milionarie gare bandite da Asp e Regione Sicilia, ha messo nel mirino durante la seconda fase di Sorella sanità, indagine coordinata dalla Procura di Palermo. Per Claudio Petronio, 67 anni e direttore centrale di Vivisol Italia, Sud Europa e Brasile, il gip ha disposto l'obbligo di dimora e la presentazione alla polizia giudiziaria, oltre al divieto, per la società (fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici, con sede a Monza), di fare affari con le pubbliche amministrazioni per la durata di un anno. Inoltre, nei confronti di Petronio la magistratura ha imposto il sequestro di una somma pari a 7 mila euro. Il 31 maggio del 2021 Asugi aveva affidato a Vivisol un "servizio straordinario di ossigeno-ventiloterapia domiciliare per trattamento di pazienti CoViD-19" per un importo pari a 84.270,21 euro. 

L'indagine

Nell'inchiesta, il gip ha disposto il dieci misure cautelari e il sequestro di somme per circa 700 mila euro. In carcere sono finiti, come pubblicato dai nostri colleghi di Palermo Today: Giovanni Luca Vancheri, 53 anni, nato a Catania, funzionario Asp di Enna, consulente per la Commissione unica di committente della Regione Siciliana nonché segretario territoriale Cisl Fp Agrigento Caltanissetta Enna. Per lui anche la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficiale o servizio per la durata di un anno. Ai domiciliari Stefano Mingardi, 57 anni, nato a Milano, avvocato e consulente. Per lui sospensione esercizio avvocato, commercialista e revisore contabile per un anno); Loreto Li Pomi, luogotenente dei carabinieri in servizio al Nas. Per lui sospensione esercizio pubblico ufficio o servizi per un anno), 59 anni, nato a Cerda; Giuseppe Bonanno, 44 anni, nato a Caltanissetta, manager della Althea spa; Christian Catalano, 40 anni, nato a Palermo, referente della Althea spa.

Gli altri indagati

Per Cataldo Manganaro, 70 anni, nato ad Aidone (Enna), ora in pensione ma in passato funzionario dell’Asl di Agrigento, in passato sindaco di Canicattì, da settembre a novembre nel 1985 e dall’ottobre 1992 al dicembre 1993, il gip Clelia Maltese aveva inizialmente disposto gli arresti domiciliari. In un secondo momento, però, si è accorta che una delle contestazioni sarebbe prescritta e ha deciso di revocare la misura. Oltre a Petronio, all'obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria, sono finiti anche Luigi Giannazzo, 56 anni, nato a Catania, rappresentante legale di Sicilia Sistemi Tecnologie srl;
Giuseppe Gallina, 54 anni, nato a Carini, amministratore e socio al 50% del capitale della Healtech srl, Alberto Vay, 49 anni, nato a Torino, direttore commerciale della Vivisol e Massimiliano D’Aleo, 47 anni, nato a Palermo, rappresentante, anche di fatto, della Generay, Generale elettromedicali e radiologia srl. 

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