Cronaca

Cambiamenti climatici, prima missione in Artico per la Laura Bassi

La nave di proprietà dell'Ogs è salpata da Bergen (Norvegia) e realizzerà tre importanti progetti per indagare sullo stato di salute delle acque tra la Groenlandia e il mare di Barents

La nave rompighiaccio dell'Ogs Laura Bassi è partita per una missione artica dove al centro delle attività c'è soprattutto i mutamenti in atto nella regione e causati dai cambiamenti climatici. Tre i progetti che i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale porteranno avanti tra la Groenlandia e il mare di Barents per 40 giorni. La spedizione, che coinvolge una quarantina di studiosi sia dell'Ogs che del Cnr, eseguirà operazioni di posa e manutenzione di strumentazione oceanografica nelle fredde acque a nord della Norvegia, paese da dove la LB è salpata. 

Particolare attenzione verrà data dall'impatto antropico e sull'evoluzione dell'ambiente marino artico nella storia recente del pianeta. I tre progetti, Cassandra, Change e Irydia, coordinati rispettivamente da Renata Lucchi di OGS, Maurizio Azzaro del CNR-ISP e da Laura Ghigliotti del CNR-IAS, andranno a raccogliere campioni di acqua marina a diverse profondità, indagheranno la risposta delle comunità biologiche di pesci al cambiamento climatico ed infine si analizzerà la risposta degli oceani del passato ai cambiamenti climatici naturali determinati dalle alternanze di epoche glaciali ed interglaciali. 

Tutti i progetti si svolgeranno in stretta collaborazione con gruppi di ricerca internazionali. L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) fornirà supporto alla gestione dell’infrastruttura ICT e di navigazione e ha curato l’istallazione di una stazione meteorologica automatica. Attraverso questa missione (che comprende anche la manutenzione degli osservatori marini profondi al largo delle isole Svalbard, attività cancellata a causa del Covid) Ogs contribuisce alla comprensione delle conseguenze indotte dal riscaldamento globale. “L’Artico è il tallone di Achille del cambiamento climatico globale. Qui avviene la cosiddetta amplificazione artica: il riscaldamento globale causa infatti la fusione del permafrost, che può portare a triplicare la quantità di gas serra in atmosfera rispetto a quella immessa dall’uomo, mentre la calotta della Groenlandia accelera la sua fusione. contribuendo all’innalzamento del livello marino globale che minaccerà anche le nostre coste, e la scomparsa del ghiaccio marino causa il riscaldamento di tutta la regione e avrà ripercussioni globali” queste le parole di Maria Chiara Carrozza, presidente del CNR.

 La spedizione è finanziata dal Programma di Ricerche in Artico del Ministero dell’Università e della Ricerca – MUR e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

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