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Cronaca

Co.Re.APS: «Le professioni sanitarie devono avere ruolo di gestione nella sanità regionale»

Il Co.Re.APS - FVG replica ai dubbi espressi dalle associazioni dei medici sulla nuova organizzazione della Sanità: «È inaccettabile che fra gli argomenti usati per contestare queste innovative e opportune riorganizzazioni si denunci lo svilimento delle attività se e quando effettuate da personale di "più basso costo" rispetto al medico»

«Infermieri e tecnici hanno tutte le competenze e la professionalità necessarie per ricoprire ruoli organizzativi e gestionali: non comprendiamo quindi il motivo di tanta preoccupazione nei confronti dei nuovi modelli organizzativi che valorizzano le professioni infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione».

Dopo le reazioni, riprese dalla stampa lo scorso 11 giugno, alla previsione di affidare responsabilità diretta al personale infermieristico nella gestione della nuova “Struttura intermedia polifunzionale” del pordenonese, Susanna Agostini, presidente del Co.Re.APS - FVG (Coordinamento Regionale delle Associazioni Professioni Sanitarie), ricorda come affidare maggiori responsabilità alle professioni sanitarie sia uno dei punti chiave della riforma della sanità approvata in Friuli Venezia Giulia.

La legge regionale di riorganizzazione della sanità, afferma Agostini, comprende «elementi chiari e importanti relativi al ruolo delle professioni sanitarie nel cambiamento del sistema», ruolo più volte confermato dall’Assessore Telesca e dalla stessa Presidente Serracchiani, anche nel recente Convegno Nazionale AIFI “La fisioterapia al servizio della nuova sanità” di Trieste. ("Si devono dare più responsabilità perché non esistono soli i medici ma esiste tutta una serie di professionisti della salute chiamati ad esercitare un ruolo chiave”.)

In Regione però, aggiunge, vi sono ancora posizioni molto distanti da quanto previsto dalle norme, e non si comprende il motivo di tanta preoccupazione: «È inaccettabile - spiega la presidente del Co.Re.APS - che fra gli argomenti usati per contestare queste innovative e opportune riorganizzazioni si denunci lo svilimento delle attività se e quando effettuate da personale di “più basso costo” rispetto al medico».

Chi esprime questi dubbi evidentemente si scorda che il criterio guida della riforma è l’appropriatezza delle attività volte a salvaguardare la salute dei cittadini, e soprattutto che in tema di competenze in ambito organizzativo e gestionale, oltre che tecnico-professionali specifiche, infermieri e tecnici non hanno niente di meno rispetto ai medici, come stanno dimostrando già alcune esperienze avviate in Regione.

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