“Collezione Malabotta”, donata al Comune parte delle opere di artisti giuliani

Annuncio ufficiale della donazione al Comune di una parte importante delle opere degli artisti giuliani facenti parte della "Collezione Malabotta" che Manlio Malabotta, ha stabilito di voler lasciare in eredità con particolare destinazione al Civico Museo "Revoltella"

Giornata all'insegna della grande cultura in Municipio con un incontro che ha sancito la messa a punto di un nuovo importantissimo tassello della storia artistica e culturale, appunto, della nostra città. Tale è da considerarsi infatti l'annuncio ufficiale della donazione al Comune di una parte importante delle opere degli artisti giuliani facenti parte della “Collezione Malabotta” che la signora Franca Fenga Malabotta, vedova del grande collezionista e appassionato uomo di cultura Manlio Malabotta, ha stabilito di voler lasciare in eredità – e comunque di mettere fin d'ora a disposizione anche in vista di una probabile prossima rassegna espositiva – con particolare destinazione al Civico Museo “Revoltella” e alla sua Galleria d'Arte Moderna.

Annuncio che  la signora Malabotta ha voluto esprimere oggi, nel giorno del 40° anniversario della scomparsa del marito, intendendo così ricordarne e commemorarne la figura e l'opera e nel contempo volendo significare “come la scelta più giusta da fare fosse proprio quella di assicurare che, in particolare questa parte delle collezioni espressamente dedicata agli artisti triestini e giuliani, trovasse proprio al Revoltella la sua destinazione ultima, quale luogo migliore e più adatto affinchè i triestini di oggi e di domani possano ammirare i loro artisti tutti riuniti e affiancati in un unico ambito”.

Per questa significativa occasione si è svolto dunque nel tradizionale Salotto Azzurro, riservato come noto ai momenti e alle visite più importanti per la vita del Comune, un incontro cerimoniale che ha visto la signora Malabotta venir calorosamente accolta dal Sindaco Roberto Cosolini, dall’Assessore comunale alla Cultura Paolo Tassinari e dalla Direttrice dei Civici Musei di Storia e Arte e del Museo “Revoltella” Maria Masau Dan, alla presenza anche della Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, di diversi componenti del “Curatorio” del Museo Revoltella e di un numeroso gruppo di amici, parenti ed estimatori della famiglia, tra i quali il dottor Paolo Santangelo2015_21959 stampa-2

Ha aperto l'incontro l’Assessore Paolo Tassinari rivolgendo un sentito omaggio alla signora Malabotta che ha definito “custode non avara – per i numerosi prestiti concessi in questi anni, n.d.r. – pur essendo, da tanto tempo, affezionata 'compagna di vita' di queste preziose opere”, ringraziandola quindi profondamente per il suo gesto che costituisce – ha detto Tassinari - “un forte  riconoscimento e un grande atto di fiducia verso il Comune e verso il nostro “Revoltella””, manifestando infine anche la propria “personale emozione, in quanto proprio ad alcune di queste opere mi sento particolarmente legato”.

Concetti questi ripresi anche dalla Direttrice Maria Masau Dan che ha sottolineato “la generosità e la sensibilità di  Franca Malabotta, poiché con un dono come questo, e non tutti ne sono capaci, in realtà ci si rivolge al futuro, si sceglie di proiettare le opere nella storia affinchè continuino a vivere e a esprimere tutta la loro forza, i loro messaggi. E poiché si tratta di pezzi straordinari – ha aggiunto la Masau -, che andranno tra l'altro a integrare e a rafforzare in misura significativa la raccolta “giuliana” già  presente in Museo, ritengo che la loro presenza dovrà venir fortemente valorizzata, ben al di là di semplici indicazioni, meglio se creando una vera e propria “sezione storica” dedicata a Malabotta e riferita a quel periodo, con un adeguato apparato analitico ed esplicativo”.

E di quanto effettivamente siano interessanti sia gli autori di quell'epoca che lo stesso collezionista che ne ha raccolto le opere, tutti fondamentali per capire un intero “humus” storico-culturale peculiare della Trieste del secolo scorso, ha quindi parlato, con un brillante ed entusiasta intervento, lo studioso e cultore della materia Maurizio Lorber, del Museo Revoltella.

Lorber, rendendo omaggio a Manlio Malabotta nel giorno anniversario della morte, ne ha tratteggiato profondamente la figura “non solo di collezionista, pur appassionato, ma di vero e proprio amante delle arti e artista lui stesso essendo scrittore, poeta e fotografo, oltre che critico “militante”, “osservatore” e studioso ma anche promotore dell'arte moderna e in particolare del suo sviluppo in queste nostre terre.” 

“La sua raccolta - ha spiegato Lorber - rappresenta perciò non solo un insieme illustre di dipinti e disegni ma un contributo imprescindibile per delineare la storia dei movimenti artistici, delle idealità e dei sodalizi sorti in ambito locale e strettamente correlati alle più importanti esperienze italiane e straniere: dal Futurismo alla Pittura metafisica, dal Magischer Realismus al Novecento di Margherita Sarfatti.

047AdolfoLevier-2Manlio Malabotta, quando nel 1943 abbandonò Montona, aveva già prodotto una serie di articoli critici, redatti a partire dalla fine degli anni Venti, a sostegno della tradizione pittorica triestina nei quali venivano supportate personalità quali Giorgio Carmelich, Adolfo Levier, Mario Lannes, Arturo Nathan e Vittorio Bolaffio. Tutti artisti per i quali Malabotta curò approfondimenti critici e, in alcuni casi, esposizioni. Da cultore della modernità, selezionò acutamente le opere che entrarono a far parte della sua raccolta. Notissimo il dipinto di Arturo Nathan “Solitudine”, un capolavoro del “Realismo Magico”, acquistato da Malabotta già nei primi anni Trenta che conferma della sua rara preveggenza critica e ricopre, all’interno della produzione dell’artista, uno dei suoi vertici qualitativi. Significativamente rientra nel corpus delle opere donate anche un piccolo olio su tavola di Arturo Fittke, al quale Malabotta per primo, nel 1929, assegnò un ruolo rilevante nella storia dell’arte giuliana. La collezione di artisti amati dall’illustre collezionista – e che fanno parte delle opere in donazione - rappresentano un mondo culturale sempre vivo a Trieste: da Vittorio Bolaffio, cui si legano illustri memorie letterarie (Giani Stuparich, Umberto Saba e Stelio Mattioni) a Giorgio Carmelich dall’inesauribile vitalità creativa volta a introdurre il Futurismo in area giuliana. Vi sono infine due ritratti, l’uno di Adolfo Levier e l’altro di Mario Lannes, che ci restituiscono l’immagine volitiva di Manlio Malabotta quale instancabile scrutatore del ‘900.”

“Si tratta insomma – ha concluso Maurizio Lorber – di un pezzo importante di storia di Trieste, della città che, allora, non solo diventa italiana ma nel contempo vuole anche entrare in una nuova storia, nel 'gioco' della modernità; e della vicenda di quegli artisti che questo desiderio vollero interpretare. Ma questo fu pure il sogno dello stesso Malabotta, non a caso amico del pungente Bobi Bazlen, che ebbe a dire già all'epoca ai triestini: “O diventate moderni e vi rinnovate, o morite!” Un'indicazione – osserva Lorber – che probabilmente vale anche per oggi!”

La signora Franca Malabotta, nel ringraziare il Comune e tutti i presenti, e rivolgendo ancora un proprio commosso pensiero al marito, ne ha desiderato evidenziare ancor meglio il carattere, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra collezionismo e propensione al prestito e al dono: “Devo dire che in Manlio vi era una vera e propria gioia nel prestare. Questo non è di tutti. Anzi, alcuni, specie fra i collezionisti, non prestano neanche a morire! Manlio invece era felice di poter offrire un'opera all'altrui ammirazione. Anche perchè ognuno di questi prestiti, inevitabilmente, portava il nome di Trieste nel mondo.”

“In questo stesso spirito, che era il suo spirito, tra poco proprio la famosa “Solitudine” di Nathan sarà prestata a una grande mostra internazionale che si svolgerà al Palazzo Altemps di Roma. E in questo spirito, ho deciso di regalare ai triestini questa collezione di artisti di queste terre!”

Si unisce, con grande affetto verso la signora Malabotta, la Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat che ribadisce come “la vera donazione stia proprio nel voler mettere dei beni o delle opere a disposizione di tutti coloro che finora non avevano avuto l'opportunità di ammirarle”, ricordando quindi, con soddisfazione, come sia stata proprio la Provincia l'ultima a organizzare, lo scorso anno, un bell'omaggio al collezionista con la riuscita mostra “Manlio Malabotta e le Arti. De Pisis, Martini, Morandi e i grandi maestri triestini” tenutasi al Magazzino delle Idee.

Chiude il Sindaco Cosolini esprimendo alla signora Franca “la gratitudine personale e dell'intera Amministrazione per una decisione che rappresenta un atto di affetto verso l'intera nostra Città. Siamo onorati e grati nel ricevere questo prezioso e bellissimo dono che andrà ad arricchire in misura cosi significativa la collezione di arte contemporanea del nostro Museo Revoltella, il quale avrà la responsabilità di valorizzare queste opere che non solo sono splendide ma sono ancora portatrici di messaggi di grande attualità.”

“Due sono i sentimenti e i valori per cui – ha concluso il Sindaco – Le siamo oggi particolarmente grati: primo, la sua testimonianza di un vero amore per l'arte, cioè di quel più grande amore che fa sì che altre persone possano gioire di opere così belle! E tra queste ci saranno non solo i triestini, ma anche i sempre più numerosi turisti che da tutto il mondo vengono a Trieste e visitano i nostri Musei!  Inoltre, il grande messaggio di etica civica che Lei oggi invia a tutti, dimostrando e segnalando come ognuno possa fare qualcosa, dare un proprio contributo per il bene collettivo della Comunità!”

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Al termine, dopo un omaggio floreale e le foto di rito, un “pensiero” finale proprio da parte dell'ospite, rivolto a Trieste tutta: “Mi auguro che questo dono possa diventare anche un positivo segnale di risveglio per tutti, in tutti gli ambiti di questa Città!”

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