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Venerdì, 27 Maggio 2022
Il progetto

Referendum bocciato, il popolo anti ovovia non ferma la lotta e si riorganizza

La decisione della Commissione dei garanti è stata un boccone molto difficile da digerire ma Starc e compagni annunciano, assieme a tutte le 33 associazioni che fanno parte del Comitato, una serie di iniziative volte a far capire alla cittadinanza "l'inutilità del progetto". Tra le carte da giocare anche l'inserimento di Bosco Bovedo nella lista dei luoghi Fai

La lotta del Comitato anti ovovia va avanti e si riorganizza. La bocciatura del referendum da parte della Commissione dei garanti è stato un boccone molto difficile da digerire. Per questo, orfano di uno strumento istituzionale come la consultazione referendaria (sebbene consultiva, quindi senza alcun valore di delibera) il popolo contrario al progetto di dice pronto a dar battaglia. Secondo William Starc e compagni "i numerosi ed irreparabili punti di debolezza del progetto" vanno spiegati bene alla cittadinanza, anche alla luce delle ultime novità. Tra le carte che il Comitato sta tentando di giocare ci sarebbe anche quella di una raccolta firme per riuscire ad includere il Bosco Bovedo nella lista dei luoghi del Fai. 

Si allunga il progetto

La giunta Dipiazza ha aperto all'ipotesi di allungare il percorso da Campo Romano fino al santuario di Monte Grisa (spostando quindi un capolinea al quadrivio di Opicina), probabilmente in ottica di un servizio anche in funzione religiosa. Tralasciando le velleità progettuali e l'attuale assenza di miracoli nella Medjugorje nostrana, il Comitato incalza la maggioranza ricordando che "sono in attesa di discussione due interrogazioni parlamentari presentate da Muroni e De Carlo nella Commissione Trasporti". Sono "aumentati" i "costi e dall'utilizzo prevalentemente turistico prospettato lunedì scorso nella seduta di Commissione consiliare". 

Il nodo Monte Grisa

Proprio il capolinea di Opicina, nella sua esecuzione, comporterà "un aggravio dei disagi per i residenti in prossimità della stazione e del parcheggio, e un incremento dei costi di realizzazione. A supporto delle ragioni del no il Comitato ha sviluppato dei rendering. "Dalla simulazione predisposta per evidenziare il percorso della cabinovia in zona Barcola Bovedo - Campo Romano e del relativo esbosco, si nota quanto la realizzazione della cabinovia inciderebbe sul territorio, arrecando danni irreparabili al paesaggio e all'ambiente. Inoltre, visto che una parte consistente del percorso è sottostante a Monte Radio, il millantato panorama che i turisti godrebbero utilizzandola si ridurrebbe a ben poca cosa in confronto a quanto offre invece il percorso del tram, che permette di spaziare visivamente sia sulla città che sull'intero Golfo oltre a valorizzare l'identità storica del territorio". 

Parola d'ordine: "Riorganizzare"

L'opera, ribadsisce Starc, "non ha nessuna finalità di trasporto pubblico di massa, ma solo turistica, come ammesso dall'Amministrazione stessa nelle ultime prese di posizione, e arreca danni irreparabili all'ambiente, al paesaggio e al bilancio comunale". La rimodulazione della protesta porterà, come conclude la nota, ad "organizzare, insieme a tutte le 33 realtà che hanno aderito in questi mesi alla campagna, una serie di iniziative sul territorio per continuare a comunicare e spiegare l'inutilità e insostenibilità della cabinovia e sostenere la concreta considerazione da parte dell’amministrazione di valide alternative per il trasporto pubblico di massa". 

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