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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Verso la nascita di un comitato contro la cabinovia

I residenti della zona Bovedo, Strada del Friuli e Monteradio non ci stanno e annunciano la nascita di un comitato: "troppe criticità". "Il convegno organizzato dal Comune? Autoreferenziale, nonostante le parole democrazia e democratici fossero le più ricorrenti"

Cabinovia a Trieste? I residenti della zona Bovedo, Strada del Friuli e Monteradio non ci stanno e annunciano la nascita di un comitato contro "un progetto definito innovativo ma che presenta diverse criticità e molti problemi". I punti deboli sono emersi a seguito del convegno “L’ascolto della città”, organizzato dal Comune sullo studio riguardante proprio la nuova cabinovia che dovrebbe collegare il Carso alla città. Un convegno in cui, secondo i membri del futuro comitato, non ci sarebbe stato alcun ascolto delle esigenze e delle richieste dei cittadini. Il clima della "tre giorni" è stato "autoreferenziale, nonostante le parole democrazia e democratici fossero le più ricorrenti" e molti tecnici avvicendati sul palco si sono lasciati andare "a lunghe disquisizioni filosofiche (in cui veniva definito anacronistico chiunque dimostrasse contrarietà)" mentre per pubblico "il tempo era cronometrato".

Di seguito riportiamo integralmente le problematiche fatte emergere dai residenti:
1)Se come detto, prendere il treno non è appetibile, ancora meno lo è la cabinovia per i triestini che lavorano in città. I triestini che abitano l’altipiano e lavorano in centro città, spesso sono oberati da bagagli utili a vivere l’intera giornata. Pensiamo veramente che rinunceranno alle loro quotidiane esigenze per prendere la cabinovia? Veramente si crede che i ragazzi che frequentano le scuole cittadine troveranno la loro autonomia nella ovovia? Come la raggiungeranno? Come poi raggiungeranno le varie scuole? E i turisti? Realmente pensiamo che posteggeranno la macchina a Campo Romano e con le valigie prenderanno la cabinovia per raggiungere magari l’albergo in città?

2)Oltre ai vantaggi del costo del biglietto (che non dovrebbe superare quello di un normale autobus), si è parlato di ridotto impatto ambientale e inquinamento acustico, che secondo i relatori, addirittura non ci sarebbero. Sono state proiettate delle slide in cui veniva rappresentato il Porto Vecchio con una futuribile immaginabile cabinovia; nessuna però evidenziava l’esatta ubicazione dei piloni (7 per l’esattezza) inseriti nel terreno individuato a sostegno in salita verso Campo Romano Non si è affrontato alcun aspetto geologico tecnico delle zone interessate da Bovedo ad Opicina tenendo conto della presenza di flysch spesso degradato
Non si è parlato di alcuno studio idrogeologico sull’intera zona in questione e sulle conseguenze che simili installazioni potrebbero avere nel tempo né si è evidenziata l’instabilità della zona prossima al Faro. In Strada del Friuli all’altezza del civico 116, nel 2021 è crollato il muro di contenimento del versante a valle di via Braidotti. Negli anni passati, in Via dei Righetti ci fu un gravoso cedimento, e tutta Strada del Friuli, fino al colle di Contovello è da sempre soggetta a smottamenti del terreno. Il tratto del ciglione carsico che va da Monfalcone a Trieste, è considerato uno dei tratti più problematici con problemi di stabilità del versante dell’intera rete ferroviaria italiana.
E’ paradossale ipotizzare che in una zona con vincoli paesaggistici tanto severi da richiedere autorizzazioni anche solo per modificare la sfumatura della tinta delle case o degli infissi, si possano collocare dei piloni in cemento e acciaio nelle vicinanze del Faro della Vittoria, monumento nazionale della città. Piloni, tra l’altro, che per dimensioni gareggerebbero con lo stesso Faro e per l’installazione dei quali è previsto l’abbattimento di cedri secolari coevi del monumento stesso. La Marina militare ha forse dato parere positivo su questo progetto che vedrebbe passare a meno di 15 metri dal simbolo della città una cabinovia che transiterà ogni 20 secondi?

3)Gli esperti hanno sostenuto che l’opera provocherà un ridotto inquinamento acustico perché i nuovi sistemi prevedono numerosi accorgimenti in gomma che dovrebbero attutire la rumorosità. Le cabinovie tuttavia percorreranno il tracciato ogni giorno dalle 6 alle 22, con intervalli di 20 secondi, e i passaggi sugli snodi dei piloni, sono sicuramenti poco silenziosi.
Infine, sempre riguardo agli impatti ambientali, si ricorda che il percorso della cabinovia si snoda sull’unica fascia verde di un territorio oramai ampiamente edificato, e prevede un ulteriore disboscamento di diversi ettari di verde per il posizionamento dei piloni alti anche 20 metri. Inoltre nei pressi del civico 169, è presente un corso d’acqua, il classico Patok, vincolato da norme ambientali. Risalendo il Colle di Monteradio, nei pressi della fascia interessata dal tracciato, si estende Bosco Bovedo con il suo caratteristico stagno anch’esso soggetto a vincolo.

4)I fondi del PNRR, sono soldi pubblici e la popolazione ha il diritto di essere sentita e informata in modo esaustivo anche riguardo i considerevoli costi di manutenzione della cabinovia che dovrebbero ricadere sulla cittadinanza

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