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Comitato Danilo Dolci «Targa multilingue in piazza Unità per ricordare le vittime del nazifascismo»

Una sessantina di persone ha preso parte all'iniziativa organizzata dal Comitato Danilo Dolci in occasione della Giornata della Memoria per ricordare le vittime della shoah

Una sessantina di persone ha preso parte all'evento organizzato in piazza Unità dal Comitato Danilo Dolci in occasione della ricorrenza del 27 gennaio, Giornata della Memoria.

«Il Comitato Danilo Dolci che si occupa della cultura della pace, della convivenza e della solidarietà - spiega Luciano Ferluga, presidente del Comitato - si trova anche quest'anno in piazza, proprio in questa piazza luogo che ha vissuto il nefasto momento della promulgazione delle leggi razziali. Le persecuzioni razziali sono partite proprio da qui, come idea annunciata pubblicamente e poi messa in pratica durante gli anni successivi. Per questo motivo noi crediamo che sia fondamentale essere presenti in questo luogo anche con grande consapevolezza che anche altri luoghi dove contemporaneamente si stanno svolgendo manifestazioni di ricordo sono ugualmente importanti, così come la solenne celebrazione svoltasi stamattina alla Risiera di San Sabba. La piazza però assume un valore particolare in quanto è il luogo delle gente, il punto di ritrovo dei cittadini».

«Daremo continuità - conclude -  anche in futuro all'organizzazione di eventi di sensibilizzazione in quanto chiediamo che in piazza Unità sia collocata un'ulteriore targa, oltre a quella già presente che ricorda le leggi razziali e la shoah, per ricordare anche tutti gli altri cittadini perseguitati per motivi politici, etnici, discriminazioni per appartenenza sessuale, per motivi psico-fisici e per motivi religiosi. Per questo motivo chiediamo una nuova targa, ovviamente plurilingue, per una città di confine come lo è Trieste, cosicché le nuove generazioni possano leggere ciò che è successo, turisti e scolaresche compresi. Diventerà quindi un momento ulteriore per conoscere la storia della città e la storia del paese. Non è un caso che a suo tempo Mussolini avesse scelto questa piazza per la promulgazioni delle leggi razziali, che poi tristemente si sono realizzati nei fatti e nei misfatti della tragedia della seconda guerra mondiale».

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