Domenica, 21 Luglio 2024
Il fronte del no

Ovovia, il Comitato del No: "Ribadito l'impatto negativo sull'ambiente, dal Comune poca trasparenza"

Il Comitato mette in luce alcune importanti lacune e mancanze riguardanti le valutazioni e gli studi condotti sulle possibili conseguenze dell'infrastruttura sulla salute umana e ribadisce l'impatto negativo sull'ambiente. L'appello a Fedriga: "I fondi destinati all'ovovia vengano dirottati verso un altro progetto che sia effettivamente vantaggioso per il territorio"

TRIESTE - Scoppia la polemica sulla Variante al Piano Regolatore di Trieste in relazione all'iter della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e della Valutazione di Incidenza (VINCA) che coinvolgono anche il controverso progetto di costruzione dell'ovovia. Le ultime novità, comunicate dal Comitato del No, mettono in luce alcune importanti lacune e mancanze riguardanti le valutazioni e gli studi condotti sulle possibili conseguenze dell'infrastruttura sulla salute umana e ribadisce l'impatto negativo sull'ambiente.

Salute e ambiente

Attualmente, è in corso la Conferenza dei Servizi Istruttoria, un'importante fase di valutazione che mira a determinare se esistano effetti positivi di primaria importanza per l'ambiente o la salute umana, giustificando così una deroga al divieto di costruzione in un'area riconosciuta come Natura 2000. Tuttavia, durante la conferenza è emerso che mancano alcuni elementi fondamentali per giustificare tale deroga. In particolare, la Conferenza ha evidenziato l'assenza della Valutazione di Incidenza Sanitaria (VIS), nonché uno studio epidemiologico che dovrebbe costituire la base per tale valutazione. Senza questi dati, risulta difficile dimostrare che l'ovovia non avrà impatti negativi sulla salute dei cittadini. Per quanto riguarda l'ambiente, è stato ribadito nuovamente che l'infrastruttura avrebbe un impatto negativo sulla biodiversità, confermando le preoccupazioni sollevate in precedenza.

Mancanza di trasparenza

Il coordinatore del Comitato del NO, William Starc, ha criticato l'approccio del Comune, accusandolo di mancanza di trasparenza e sostenendo che i documenti a sostegno della richiesta di deroga non siano stati resi accessibili al pubblico. "Gli elaborati consultati finora sono infatti quelli pubblicati dalla Regione sul suo sito. Inoltre essendo la VAS e la VINCA un procedimento collegato alla Variante 12, sulla quale si è pronunciato il Consiglio Comunale ci si interroga quale sia stato l’Organo che ha deliberato la richiesta di Deroga. Il procedimento è propedeutico all’approvazione della Variante ma non ci risulta che vi sia una deliberazione di Giunta in tal senso e tanto meno che il Consiglio sia stato messo al corrente di questa iniziativa e abbia preso visione di tutti gli elaborati prodotti a supporto di tale richiesta, che per i loro contenuti diventeranno parte del Rapporto Ambientale. A prescindere dall’esito dell’istruttoria in corso, qualora venga revocata la sospensione del procedimento di VAS e VINCA, il Comune deve riaprire i termini di consultazione della VAS mettendo a disposizione dei cittadini gli ulteriori documenti prodotti."

Sono stati acquisiti sia i documenti presentati dal Comune di Trieste, a supporto della richiesta di deroga, che quelli predisposti dalle Direzioni regionali interpellate, aventi competenza in materia, nella fase istruttoria. A fronte di richieste di integrazioni e precisazioni richieste da ARPA e Direzione delle Infrastrutture, il Servizio biodiversità in questa fase, fermo restando l’esito della procedura di VINCA  che al momento è sospesa, afferma che la realizzazione del progetto non può che dirsi, ai fini della biodiversità, peggiorativo delle condizioni ambientali. La Direzione centrale salute afferma che per poter valutare l’incidenza di un progetto sulla salute sarebbe necessario avere a disposizione uno studio epidemiologico mirato e specifico dell’intera area interessata dal progetto, che non è stato fatto, affermazione condivisa pure dall’Asugi.

Salute e impatto sull'ambiente

Questi pronunciamenti rinforzano ancora una volta quanto da un anno e mezzo il Comitato sta denunciando: mancano elementi fondamentali per poter affermare che la Cabinovia migliora la salute e non impatta sull’ambiente; i dati sul contenimento del traffico sono teorici e non esiste un’analisi dei desiderata dei cittadini sull’utilizzo della Cabinovia; in termini finanziari non esiste da nessuna parte un documento che valuti il costo di gestione, se non quello da noi prodotto. "Riteniamo che sussistano tutti i presupposti per richiamare la politica alle sue responsabilità di tutela dell’ambiente, del paesaggio, della salute, che riguardano la qualità della vita di tutta la cittadinanza. - prosegue Starc - Invitiamo i funzionari regionali che sono chiamati a svolgere il lavoro di istruttoria a mantenere il profilo alto che fino ad oggi hanno tenuto, ricordando che in un procedimento come questo la parte analitica e scientifica, suffragata da elementi certi e completi, sono fondamentali per avallare la decisione da prendere, qualsiasi sia il soggetto chiamato a pronunciarsi."

L'appello

Il Comitato conclude con un appello al Presidente Massimiliano Fedriga, invitandolo a dirottare i fondi destinati all'ovovia verso un altro progetto che sia effettivamente vantaggioso per il territorio. "Il momento è favorevole, perché si stanno rivedendo tutti i progetti del PNRR in sede nazionale ed europea. Ostinarsi a perseguire la realizzazione di questo progetto, che presenta insostenibilità palesi dimostrate, comporta l’incertezza che si possa concretizzare e la conseguente perdita delle risorse assegnate. Infatti, l’unica cosa certa, al momento è che il Comitato non desisterà a ricorrere in tutte le sedi, attivando le iniziative consentite dalla legge per fermare questa opera, inutile ed impattante".

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