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Completata pulizia delle scritte alla Caritas, Don Amodeo: «Razzismo si combatte con la cultura» (FOTO)

Circa una cinquantina di persone si sono presentate stamane davanti alla porta d'entrata Caritas per pulire le scritte razziste apparse una decina di giorni all'esterno della struttura di via dell'Istria, armati di tutti gli strumenti del caso, spugnette, pennelli e vernice

Circa una cinquantina di persone si sono presentate stamane davanti alla porta d’entrata Caritas per pulire le scritte razziste apparse una decina di giorni all’esterno della struttura di via dell’Istria.

Armati di tutti gli strumenti del caso, spugnette, pennelli e vernice, i partecipanti sono messi al lavoro dopo le 9.

Don Amodeo, direttore della Caritas, riferisce che «Sono un po’ preoccupato dal clima di razzismo e intolleranza diffuso in città in questo periodo. Non passa giorno che non si sentano notizie allarmanti, come la creazione di gruppi di cittadini che si auto-creano contro l’accoglienza e contro i profughi stessi. Il tutto è destramente delicato e meriterebbero delle ulteriori riflessioni. Mi preoccupano queste persone che pensano di poter affiancare con tanta facilità le Forze dell’Ordine o farsi giustizia da soli, di fatto non rispettando spesso le vite di questi giovani richiedenti asilo che hanno già avuto nel corso della loro vita una notevole serie di disgrazie e che soprattutto, va detto, non verrebbero qui se stessero tanto bene a casa loro. Questo non è un orientamento serio che andrebbe in uno spirito civile di accoglienza, ma è un orientamento puramente atto a ergere barricate, creando paure finte e creando clima che non c’è, mi sembra un momento delicato».

A domanda se sia necessario un Concilio Vaticano straordinario su questa tematica, Don Amodeo è piuttosto chiaro «Il Concilio Vaticano II, fatto alla fine degli anni ‘60 ha già fatto amplissimo risalto a quello che è l’accoglienza ed il vivere cristiano nel mondo. Ulteriormente in questi ultimi 40 anni la Chiesa la sviluppato una linea di incontri e consulte che vogliono mettere in atto i principi del Concilio Vaticano II. Un nuovo Concilio Vaticano su tale argomento quindi, non è necessario. Semmai attuassimo in pienezze, in totalità tutto ciò che è stato deciso nel l’ultimo Concilio Vaticano, avremmo già fatto un grande lavoro. Ovviamente la Chiesa è anche figlia del suo tempo, vive e si sviluppa nel tempo. Il tempo dunque non è una cosa negativa ma è anche quel momento di crescita sia per la riflessione con le altre religioni che per quella inter-ecclesiale» 13set2015.PuliamomuriCaritas(FotoLucaMarsi)25

«Il futuro è questo, non esiste più la stabilità del luogo - conclude Don Amodeo - , abbiamo sempre vissuto nelle emigrazioni, i popoli si sono sempre mossi nella storia dell’umanità. A parte questi profughi che si muovono a piedi, ma pensiamo a quanti si muovono e si spostano in autobus, in treno, in aereo. È chiaro che il mondo cambia ed evolve, i trasporti hanno un costo sempre minori, i confini vengono sempre più ridotti, basti pensare che 40 anni per andare a Capodistria ci volevano 3 documenti e un’ora di fila alla frontiera, ora nulla: è l’evoluzione così come lo sono le persone della società»

«Per combattere il razzismo – conclude Don Amodeo -  l’arma più forte è la cultura: leggere, viaggiare, confrontarsi, parlare e purtroppo questo manca perché il razzismo ha come fondamento la non cultura, la non conoscenza ed una paure che non è fine a se stessa ma alimentata dall’ignoranza. Coloro che ergono muri o suscitano paure nei confronti dei cittadini in fondo in fondo sono persone che non hanno costruito nulla su di loro. Il confronto può essere pericolo e delicato, però su questo Voltaire è stato piuttosto significato ed emblematico con una sua celebre frase “Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”. La società civile, dunque è la società che si confronta, che cerca, che sperimenta, che studia nuove strade, Oggi vediamo molto spesso che tutto questo non accade, per cui penso che la cultura possa essere un antidoto fondamentale all’ignoranza».

13set2015.PuliamomuriCaritas(FotoLucaMarsi)27Tra i presenti il parlamentare triestino Aris Prodani che riferisce «è importante che la cittadinanza replichi all’increscioso atto compiuto presso la sede della Caritas che, va ricordato, da un servizio non solo agli immigrati ma a tutti coloro che ne hanno necessità, triestini compresi. Il gesto compiuto è intollerabili per cui è giusto essere presenti oggi a manifestare la propria contrarietà con un gesto attivo come lo è quello di pulire le scritte».

Andrea Rodriguez, che con Alen Domancic e Igor Longhi hanno creato questa iniziativa riferisce che «la manifestazione di oggi era importante sia per pulire le scritte odiose, ma aveva anche un significato simbolico di presa di distanza della cittadinanza dall’increscioso atto. Di concreto ulteriormente c’è la raccolta di vestiti, indumenti e alimenti non deperibili che sta andando piuttosto bene. L’iniziativa è nata per caso, in quanto sia io che Alen (Domancic) avevamo pensato di proporre un evento per dimostrare la nostra contrarietà a quanto successo, ma al contempo realizzare una manifestazione che desse un contributo effettivo, come poi lo è la pulizia delle scritte e la raccolta per i più bisognosi».

Tra i presenti, alcuni esponenti della Casa delle Culture, l’avvocato Alberto Kostoris a titolo personale e diversi cittadini, venuti a conoscenza dell’iniziativa tramite Facebook. Nessun esponente politico presente ad inizio manifestazione.

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