Cronaca

Salvare i delfini e le tartarughe dell'Adriatico: Trieste aderisce alla "task force" NETCET

Si tratta di un "city network per la conservazione delle tartarughe marine e i cetacei nell'alto Adriatico" che vede a capo il Comune di Venezia e la partecipazione oltre all'Italia di Croazia, Albania, Montenegro e Slovenia. 25 mila tartarughe (15 mila avvistate nel golfo di Trieste) e di 6-7 mila cetacei

foto di Saul Ciriaco (Area Marina di Miramare)

Anche il Comune di Trieste ha aderito e partecipa al progetto "NETCET city network per la conservazione delle tartarughe marine e i cetacei nell'alto Adriatico", finanziato dal programma IPA Adriatico di Cooperazione transfrontaliera nell'ambito di priorità 2 “Risorse naturali e cultuali e prevenzione dei rischi”, che ha l'obiettivo di rafforzare la cooperazione e lo sviluppo della regione Adriatica. Coordinata dal Comune di Venezia, l'iniziativa, che coinvolge molte altre realtà transnazionali delle due sponde dell'Adriatico (oltre a Italia, Croazia, Albania, Montenegro e Slovenia) è stata presentata ieri (mercoledì 27 maggio) nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l'assessore comunale all'Ambiente Umberto Laureni, il collega della Provincia l'assessore Vittorio Zollia e il direttore dell'Area Marina Protetta di Miramare Maurizio Spoto e Marco Costantini responsabile mare di WWF Italia.

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L'obiettivo principale del progetto “NETCET” consiste nello sviluppo di strategie comuni per la tutela dei cetacei e delle tartarughe marine nell'Adriatico, grazie ad una collaborazione pan-Adriatica. Si punta a realizzare un “Network di città” in grado di accrescere il rispettivo ruolo nella tutela di queste specie sia mediante l'attivazione e l'implementazione di centri di soccorso per tartarughe che favorendo il monitoraggio, la raccolta e lo scambio di conoscenze. Previsti inoltre la costituzione di un database comune tra di diversi Paesi che aderiscono al progetto, l'organizzazione di corsi di formazione e workshop per accrescere sempre più la consapevolezza di pescatori, diportisti e studenti.

La validità del progetto, che pone anche Trieste tra le città sensibili e attente alla tutela di queste specie, è stata evidenziata dall'assessore Umberto Laureni, mentre il collega della Provincia Vittorio Zollia ha rimarcato l'importante ruolo svolto dalla Riserva Marina di Miramare. Marco Costantini per il WWF ha a sua volta evidenziato la necessità di costruire la miglior rete possibile per un costante monitoraggio, in grado di far fronte ai casi di spiaggiamento sia di tartarughe che di cetacei, cosa non infrequente se - come ha evidenziato Maurizio Spoto - nell'Adriatico si stima la presenza dalle 18 alle 25 mila tartarughe (10-15 mila quelle avvistate in un anno nel golfo di Trieste) e di 6-7 mila cetacei. Proprio in considerazione degli aumentati avvistamenti, Spoto ha segnalato anche l'utilità dell'app “Terre e Mare”, che permette di fotografare gli avvistamenti e trasmetterli in rete, contribuendo a realizzare un utile e prezioso monitoraggio della situazione in Adriatico.

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