Cronaca

Voto storico in Consiglio comunale, l'aula approva il bilancio online

Per la prima volta nella storia del municipio triestino il documento del 2019 e quello di previsione hanno ottenuto l'approvazione grazie ad un voto avvenuto online. Maratona di dieci ore aperta da un'imprecazione della pentastellata Danielis e chiusa da applausi e auguri pasquali

Era iniziato con un’imprecazione capace di far tremare i santi in Paradiso ed è finito sul fare del tramonto con gli applausi e gli auguri pasquali. Dopo ben 10 ore di discussione online in cui non è mancata la consueta contrapposizione politica, il Consiglio comunale di Trieste ha approvato il bilancio 2019 e quello di previsione per il 2020-2022. Una maratona digitale che, nonostante alcune criticità logistiche ed evidenti differenze nella capacità dei consiglieri di rapportarsi con i lavori in videoconferenza, li ha spinti ad assumere un senso di responsabilità collettivo che di rado si era visto dalle parti di palazzo Cheba negli ultimi periodi.

Le parole del sindaco Dipiazza

Ringraziando il grande lavoro degli uffici, il sindaco Roberto Dipiazza ha espresso la sua personale soddisfazione per l’approvazione del testo e ha rivolto un pensiero ai triestini: “Stanno dimostrando di avere un cuore grande. Come comunità ne usciremo più uniti e più forti”. Mettendo a fuoco il “momento particolare”, il primo cittadino è apparso concentrare i suoi sforzi sulla cosiddetta fase due. “Mi sto adoperando affinché una volta finita questa emergenza ripartano al più presto i cantieri, con tanti posti di lavoro e tante opportunità per i lavoratori”.

Il testo e le aspettative

Venendo al “documento più importante per un’amministrazione locale”, il vicesindaco nonché assessore al Bilancio Paolo Polidori ha confermato la linea già manifestata durante le oltre 20 ore di discussione nella II Commissione guidata dal presidente Roberto Cason, nelle settimane precedenti al voto. Sul bilancio tuttavia pesa un particolare non trascurabile che sarà oggetto di discussioni future.

Al di là dei salvagente romani ed europei, il documento di previsione del Comune di Trieste fotografa infatti una situazione del tutto distante da quella tracciata dalle aspettative precedenti alla pandemia. Temi come il turismo, l’economia locale, lo sviluppo del Porto Vecchio e i grandi lavori infrastrutturali votati ad un San Giusto del futuro (solo per citare alcuni settori operativi), sembrano infatti essere un lontano ricordo; alcuni emendamenti proposti e votati durante la giornata hanno quindi “anticipato” la discussione sul bilancio di previsione.

Gli emendamenti approvati

Ad essere approvati o fatti propri dalla giunta sono stati gli emendamenti che prevedono la riduzione della Tari, della Cosap e della pubblicità (voluti dalla Lista Dipiazza), il dimezzamento dei fondi sui rimborsi e sui viaggi della giunta Dipiazza, come pure la sforbiciata ai fondi dei gruppi consigliari da dare al sociale (entrambi proposti dal Partito democratico) e 80 mila euro che Forza Italia ha “portato a casa” per la copertura in vetro del ponte del Centro congressi, in Porto Vecchio.

Approvati poi anche i quasi 30 mila euro da spendere per la segnaletica stradale e la messa in sicurezza degli asili grazie a 3 milioni di fondi del governo (tutti e due da Fratelli d’Italia), come inoltre la spesa complessiva di 436 mila euro (voluta dalla Lega) per ausiliari urbani e videosorveglianza. Respinti invece quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni. I dem hanno preferito astenersi dal voto finale “in maniera benevola” mentre i Cinque Stelle hanno espresso la loro contrarietà pur rendendosi disponibili nei momenti straordinari.

L'opportunità futura

Se in nome della Storia alcuni mal di pancia interni alla maggioranza sono scomparsi e l’opposizione ha deciso di mettere da parte alcune intransigenze di carattere prettamente politico, il Dipiazza IV “porta a casa” un risultato che, se non ricostruirà le macerie prodotte dal coronavirus, ha dalla sua un’opportunità più unica che rara, vale a dire la possibilità di gettare le basi per una riflessione sulla res publica senza alcun margine d’errore.

Il mondo che verrà

Soddisfare i bisogni dei triestini orfani del “momento straordinario” potrebbe essere operazione non più così “facile” come prima. Nel post coronavirus – che lascerà sul campo vittime illustri ma anche moltissimi ignoti – anche la politica potrebbe risentire di qualche scossone. A cambiare potrebbero essere anche i paradigmi politici e, se nel benessere generale in famiglia si tende a chiudere un occhio, quando le cose vanno male iniziano a volare gli stracci. Dopo aver “licenziato” il bilancio, la giunta e il sindaco possono iniziare a programmare un 2020 ridimensionato dal virus. I triestini sanno bene che, in assenza di un orizzonte sereno, anche le luci di Natale in piazza Unità potrebbero non essere più le stesse.

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