Cronaca

Trenta per cento di stranieri nelle scuole per l'infanzia, approvato il nuovo regolamento

Il testo comunale ha ottenuto il via libera dell'aula. Tra i punti importanti portati avanti ci sono anche il crocifisso e il menu tradizionale. Nessun emendamento dell'opposizione è stato accettato

Il Consiglio comunale ha approvato in tarda notte la delibera che dà il via libera al nuovo regolamento comunale delle scuole per l’infanzia del Comune di Trieste. Dopo l’iter istituzionale che aveva portato la discussione all’interno di svariate commissioni, le audizioni dei sindacati e le dure prese di posizione della Giunta e dell’opposizione, la maggioranza ha retificato la stesura del nuovo regolamento grazie ad un risultato di 21 voti a favore e 15 contrari (assenti Tuiach, Dipiazza, Russo e Giacomelli ndr). 

La conferenza di domani mattina

Nessun commento è arrivato in giornata da parte dell’assessore all’Educazione Angela Brandi che ha rimandato la spiegazione di 24 ore, in vista della conferenza stampa prevista per domani mattina nella sala Giunta di largo Granatieri. I lavori svoltisi in aula ieri sera hanno confermato la tenuta della maggioranza che in maniera compatta ha votato per l’istituzione del nuovo testo che va a regolamentare le scuole per l’infanzia. Come già dichiarato dalla Brandi nelle precedenti commissioni, la riorganizzazione si baserà “su quattro pilastri:  fragilità economiche, il lavoro dei genitori, il carico famigliare e la continuità educativa”.

I nodi del regolamento

L’opposizione ha contestato il tetto del 30 per cento per gli stranieri, il crocifisso nelle aule, il cosiddetto “menu tradizionale” e la funzione dei mediatori culturali nelle scuole, ma alla fine nessuno degli emendamenti proposti dal Partito Democratico e dai Cinque Stelle –  se ne sono discussi ben 29 -  è stato accettato con parere favorevole.

“Nel regolamento – aveva dichiarato l’assessore all’Educazione - viene garantito l'accesso a chi risiede nel Comune di Trieste e ai dimoranti non ancora residenti, nel caso si trovassero sul territorio per ragioni legate alla salute o a impegni di studio e, in ultimo, il lavoro della famiglia. Per quanto riguarda invece i rifugiati, se in possesso della qualifica di residente avranno accesso, altrimenti no".

I sindacati

Alcuni rappresentanti sindacali sono rimasti in aula fino a tardi, anche se la bocciatura del consiglio sull’inversione delle discussioni sulle delibere (armamento alla Polizia e il regolamento ndr), ha fatto desistire anche i più critici nei confronti della riorganizzazione. Posizioni molto critiche erano arrivate da USB, UGL, CGIL, UIL e CISAL. 

La posizione del sindaco Dipiazza

Il primo cittadino aveva affermato, durante le polemiche sugli stranieri a scuola che “il tetto del trenta per cento è per favorire l’inclusione e la redistribuzione. In alcune scuole infatti c’è il 44 per cento di bambini stranieri ed in altre poco più dell’uno; una distribuzione equa e senza escludere nessuno è un vantaggio per tutti”.

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