Cronaca

Bilancio del Comune ad un bivio, l'emergenza impone modifiche (e una spending review)

Si è riunita ieri 26 marzo la II Commissione per una prima discussione sull'approvazione del bilancio 2019 e di quello di previsione 2020. Il documento per l'anno in corso è di un mese fa e per tutte le forze politiche "va modificato"

Approvare e modificare o aspettare e rimodulare? Il Comune di Trieste è chiamato a discutere, attraverso le prime e inedite commissioni consiliari convocate online negli scorsi giorni, l’approvazione del bilancio proprio durante un’emergenza che ha tolto (quasi) ogni certezza alla vita quotidiana e rimesso in discussione l'esercizio del 2019 e la previsione per il 2020 che erano stati presentati dall’assessore al Bilancio Paolo Polidori i primi giorni di marzo.

Il programma della prossima settimana

Per far fronte alla criticità, l’amministrazione sta “elaborando un programma” di discussione digitale che dal 30 marzo alla fine della prossima settimana vedrà impegnate le commissioni per riuscire a “chiudere” il bilancio entro il 3 aprile, giorno in cui scade anche il primo storico lockdown del governo Conte. Con il decreto CuraItalia tuttavia non c’è più l’obbligo di “licenziarlo” entro il mese di aprile, visto che l’esecutivo ha posticipato al 31 maggio la chiusura dei bilanci comunali.

Il comune non può sbagliare

“L’emergenza – ha affermato Polidori – ha i suoi strascichi anche sul bilancio che rappresenta una fotografia di ciò che era stato redatto un mese fa”. Il virus si muove veloce e l’amministrazione comunale è consapevole di dover affrontare un “momento molto delicato” e di non poter sbagliare. I soldi ci sono e la Giunta Dipiazza ha i conti in regola. Da un lato il Comune avrà meno entrate, mentre dall’altro ci sarà un evidente risparmio per servizi non goduti (provate a pensare all’erogazione dei pasti nelle mense scolastiche che valgono tra i 700 e gli 800 mila euro, solo per citare un esempio). Nessuno ha la sfera di cristallo e le proiezioni non possono che basarsi sull’andamento dell’emergenza. Il Governo dovrà sostenere le Regioni – Conte nel frattempo guida la fronda contro il rifiuto di Germania e Olanda verso gli European Recover Bonds – e deve farlo in fretta. 

La tassa di soggiorno sarà un bel ricordo

L’oggetto di discussione quindi non è quindi se approvare o no il bilancio 2019 – così come la Storia non si riscrive, anche i “conti” devono godere del rispetto degli amministratori – quanto la necessità di “modificare quello di previsione” come ricordato dal vicesindaco. Ballano infatti troppe voci. Solo per citare un esempio, l’imposta di soggiorno. La prima tranche trimestrale della tassa per il 2020 verrà versata tra qualche giorno (un bagno di sangue?) e che, se analizzata, potrebbe rappresentare una parziale fotografia delle nefaste previsioni per il turismo cittadino nel 2020. Il milione e settecentomila euro del 2019, a detta degli addetti ai lavori, rimarrà un bel ricordo.   

Fare in fretta ma farlo bene

“Abbiamo bisogno di un documento che venga approvato in tempi brevi – ha ribadito Polidori – anche perché potremmo essere in grado di spendere l’avanzo di amministrazione”. Il decreto CuraItalia ha accolto molte delle richieste dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani: oltre alla “quota libera dell’avanzo” infatti, i comuni potranno attingere ad un fondo del Ministero dell’Interno per le sanificazioni (80 milioni) e un rinvio sulle scadenze relative ai rifiuti.

Le voci di spesa

Il comune di Trieste ha pareggiato il bilancio 2019 a 684, 5 milioni di euro e le forze politiche si richiamano all’unità di fronte al dramma di un Paese devastato dalla diffusione del virus. I temi principali di questo bilancio sono rappresentati dal contrasto all’evasione dei tributi, la scelta politica della Lega di non vendere le azioni Hera, la spesa per il sociale (che “pesa” notevolmente sul bilancio) ed ancora, i 34 milioni di euro per l’istruzione e le opere pubbliche (su 192 milioni ben 104 sono destinati ad interventi che si intendono avviare nel 2020-2021). Tutto questo, secondo il capogruppo di Forza Italia Alberto Polacco “dovrà essere analizzato anche e soprattutto dopo i ragionamenti sulla natura statale ed europea in merito all’emergenza” il che, tradotto, significa “aspettiamo le mosse del governo e dell’Unione Europea e agiamo di conseguenza”.

L'opposizione 

Secondo Paolo Menis dei Cinque Stelle “rifare il bilancio sarebbe un’operazione troppo lunga. Le previsioni di entrata e spesa dovranno essere riviste anche perché, riferendosi ad una situazione che non c’è più, non possono essere considerate veritiere”. È su questo punto che i grillini, pur appoggiando una linea condivisa di collaborazione, hanno avanzato la proposta che “le modifiche sul bilancio di previsione vengano discusse e condivise prima della discussione in Consiglio”. Una richiesta che va ad aggiungersi alle posizioni del Partito democratico che, nonostante lo spirito di condivisione dell’emergenza, rimane convinto della necessità di “una riflessione più approfondita della situazione” così come spiegato da Laura Famulari. “Questo documento è un’analisi superata e di conseguenza va respinto. Bisogna ragionare sulle entrate e sulle spese che in questo momento sono più coerenti con le necessità”.

Alcune perplessità e altri spunti

Alcune perplessità sono giunte infine da Marco Gabrielli della Lista Dipiazza. “Credo che innanzitutto da Roma dovrebbero arrivare dei chiarimenti e poi, successivamente, dovremmo stabilire le priorità per far fronte alla situazione delle imprese e delle categorie produttive, anche sulla base di risposte politiche”. Un appello alla “collaborazione” è invece giunto da Michele Babuder di Forza Italia che lanciato lo spunto per “un esame puntuale delle clausole dei contratti del Comune con terzi per individuare minori spese che l'ente non è tenuto a erogare per la mancata o ridotta prestazione di servizi nel periodo dell'emergenza”.

Infine, dal presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca è arrivato l’appello all’unità politica. “Chiedo a tutti una condivisione massima per permettere all’amministrazione di avere tutti i fondi per venire incontro alle esigenze particolari”. Polidori ha infine concluso questa prima discussione sul bilancio 2019 annunciando una inevitabile “spending review”. Per tornare al “momento magico” ci vorrà tempo.

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