Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Via di Servola, 1

Ferriera, Fiom: «Il sindaco e i comitati si sono dimenticati delle 700 famiglie dei lavoratori»

Dopo l'annuncio di Arvedi, il sindacato sottolinea «un clima d'incertezza, disagio e di rabbia difficilmente quantificabile»

Il Comitato degli iscritti Fiom, congiuntamente alla propria rsu, dopo le dichiarazioni di Arvedi che avrebbe affermato di essere pronto a chiudere la Ferriera se il clima politico/mediatico non cambierà entro il 28 febbraio, «preso atto dell'annuncio di una possibile chiusura dell'area a caldo da parte del Cav. Arvedi, evidenzia che all'interno dello stabilimento si sia creato un clima d'incertezza, disagio e di rabbia difficilmente quantificabile».

«Registrato, che i valori delle centraline e dei deposimetri dal 2015 al 2016 sono in netto calo e sotto i limiti di legge, risulta evidente che gli interventi impiantistici fatti hanno determinato a rendere migliore l'ambiente nello stabilimento e nelle zone limitrofe, come anche l'ente preposto (ARPA) ha evidenziato nei report di rilevazione istituzionali - si legge nella nota sindacale -. Consideriamo che questi risultati sono il frutto non solamente degli investimenti aziendali ma anche del grande sforzo fatto dai lavoratori che hanno contribuito in maniera determinante, grazie alla grandissima esperienza professionale e spirito di abnegazione profuso, sforzi questi che sono riusciti a riportare la fabbrica ad un grande livello di competitività generale sui mercati».

«Ribadiamo che per il nostro sindacato questi risultati sono da considerarsi positivi - sottolinea la Fiom -. È chiaro che con un impianto di queste dimensioni e di queste complessità, necessita sempre di una continua manutenzione per essere compatibile con le leggi ambientali, su questo noi vigileremo, accompagnando sempre l'attività di controllo cosi come previsto dall'accordo di programma e dall'AIA rilasciata».

«Il primo cittadino supportato dei vari comitati, ha intrapreso una guerra mediatica sul quotidiano locale e sui vari social network dimenticandosi che anche i lavoratori all'interno sono suoi concittadini, parallelamente ha iniziato con una ricerca morbosa e continua il modo di trovare vizi di forma e cavilli legali atti a screditare e lordare il lavoro fatto in questi anni - accusa il sindacato -. Il tutto è stato prodotto con la speranza e la consapevolezza che mai e poi mai quest'operazione avrebbe ottenuto i risultati sperati. Purtroppo qualche volta accade che il voluto sia ottenuto, e non sia una mera strumentalizzazione politica di chi crede di avere l'ultima parola, ma ci siano in gioco le vite di 700 famiglie con annesse ripercussioni economiche sul territorio non sostenibili da una città come Trieste, anche per il fatto certo che parleremo di chiusura totale e non solo dell'area a caldo».

«Ribadiamo la nostra posizione di difesa del ciclo siderurgico integrale dello stabilimento quale elemento strategico dal punto di vista produttivo ed occupazionale, fare siderurgia pulita è possibile, lo stiamo dimostrando, su queste convinzioni siamo pronti alla lotta, ma necessita di un piano industriale a lungo termine condiviso e discusso con le nostre istituzioni. Crediamo vivamente che le promesse occupazionali paventate dall'amministrazione comunale in questo periodo siano pura e semplice demagogia - conclude la Fiom -, e se anche fossero veritiere siano utilizzate per ridurre la foltissima schiera di disoccupati che popolano la nostra provincia, a questi forse il signor sindaco dovrebbe riservare maggior attenzione».

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