Domenica, 21 Luglio 2024
La fine di un’epoca / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Via Flavio Gioia

Il Silos è stato sgomberato: la fine di un'epoca

Forze dell’ordine sul posto per dare esecuzione all’ordinanza del sindaco Dipiazza. Un luogo che, negli anni, è finito agli onori della cronaca nazionale come bivacco per centinaia di migranti

TRIESTE - Il Silos è stato sgomberato. Nella mattina di oggi, 21 giugno 2024, le forze dell'ordine si sono radunate per dare esecuzione all'ordinanza, firmata dal sindaco Dipiazza, per liberare la struttura fatiscente. Un'operazione durata diverse ore, senza intoppi o resistenze da parte dei migranti. Sul posto polizia di stato con il reparto celere di Padova, polfer, polizia locale, guardia di finanza, protezione civile e il personale di Coop Alleanza 3.0, proprietaria della struttura. Sul retro dell'edificio, verso Barcola, sono stati montati dei gazebo per supporto alle operazioni. Presenti anche i volontari di Ics, Linea d'ombra, Caritas e altre associazioni che si occupano di accoglienza.

I migranti che questa notte hanno dormito all'interno della struttura erano circa una sessantina, secondo la Questura, si sono poi aggregati altri gruppi di migranti provenienti dall'esterno, per accedere all'iter dell'ammissione al sistema di accoglienza. Si parla di oltre 100 persone in totale, la maggior parte dei quali avevano già effettuato richiesta di asilo, mentre in 18 non avevano documenti ma intendono chiedere la protezione internazionale. Tra questi anche alcuni cittadini nepalesi, rintracciati nella giornata di ieri sul Carso. Tutti sono stati visitati dal personale Asugi nel triage allestito all’esterno, prevalentemente persone conosciute dai sanitari in quanto già identificati, e in buone condizioni di salute. Dopo la visita medica, per le persone che ancora non hanno il permesso di soggiorno o non hanno fatto richiesta di asilo verranno avviate le pratiche di identificazione in Questura, mentre chi ha già il documento sarà destinato a strutture di accoglienza in Lombardia e non nell'ostello di Campo Sacro. 

Alcuni di loro esibiscono con orgoglio il documento rilasciato dalla Questura ed esprimono con entusiasmo la volontà di voler restare in Italia a lavorare. In molti vengono dal Bangladesh e hanno affrontato un estenunate viaggio di due mesi a piedi. Dopo aver dormito nel Silos, alcuni per pochi giorni altri per oltre un mese, la prospettiva di qualcosa di nuovo è evidentemente elettrizzante.

IL VIDEO DELLO SGOMBERO

L'ordinanza dispone, al termine delle operazioni, la chiusura dell'edificio, che tornerà di fatto a totale disposizione del proprietario. Coop Alleanza 3.0 avrà infatti l'onere di liberare l'area da spazzatura, tende, coperte e stracci, un tempo facenti parte della vita quotidiana di chi si era accampato all'interno, inoltre l'azienda dovrà mantenere gli spazi liberi tramite recinzioni. Come si legge nell'ordinanza del sindaco, potranno essere impiegate anche guardie giurate. Al momento sono ancora in corso le procedure di identificazione e l'avviamento agli ex abitanti del Silos verso una nuova vita.

Un luogo che, negli anni è finito agli onori della cronaca nazionale come bivacco per centinaia di migranti, che si adattavano a vivere tra topi, sporcizia e degrado. Inizialmente un "limbo" per coloro che arrivavano dalla rotta balcanica e non volevano fare richesta di protezione nazionale in Italia ma attendevano di transitare in un altro paese. Poi un rifugio sempre più stanziale per tutti coloro che rimanevano al di fuori del sistema dell'accoglienza.

Un luogo di miseria ma anche di ritrovo, negli ultimi tempi animato da eventi creati ad hoc dalle associazioni attive nell'accoglienza per far conoscere alla cittadinanza questa realtà, verso la quale in troppi, istituzioni comprese, avevano già tentato di distogliere lo sguardo. Meta di "pellegrinaggio" anche per molte associazioni volontarie che sono giunte da diverse città d'Italia per portare cibo, aiuti e assistenza dopo aver visto in Tv le immagini di questa grigia tendopoli.

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