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Osservatorio Confcommercio: i Commercianti Triestini Vedono meglio l'Italia rispetto alla Propria Azienda

Il rapporto, che ha coinvolto 387 operatori del commercio, del turismo e dei servizi, in rappresentanza di imprese, di diverse dimensioni, dei tre settori, costituisce uno strumento per l’associazione di categoria per la definizione e...

Il rapporto, che ha coinvolto 387 operatori del commercio, del turismo e dei servizi, in rappresentanza di imprese, di diverse dimensioni, dei tre settori, costituisce uno strumento per l'associazione di categoria per la definizione e l'attivazione di strategie e supporti a beneficio delle imprese associate.
L'indagine, che si è sviluppata appunto nell'arco del periodo marzo/giugno, va a toccare numerosi aspetti e componenti di primaria importanza per aziende ed imprenditori.
Nell'ambito di un'analisi dettagliata, cominciando dal clima di fiducia, a Trieste, si è assistito fra gli operatori ad un leggero miglioramento congiunturale, sia pure in un contesto piuttosto negativo, sul fronte dell'andamento dell'economia del nostro Paese (-50,3 a giugno fronte del -59,6 di marzo) mentre un peggioramento ha accompagnato la percezione sul trend delle proprie imprese ( dal -32,4 di marzo si è passati al -34,7 di giugno).

Tale trend verrà ribadito, secondo il monitoraggio, anche dai mesi estivi.

In discesa anche le dinamiche dei ricavi (-33,1 a giugno contro il -24,0 dei primi tre mesi del 2012) mentre un sentiment sicuramente più positivo ha riguardato i pareri sull'occupazione nel settore, con un saldo congiunturale che ha riscontrato un deciso balzo in avanti (dal -12,3 si è passati al -3,6), con le previsioni in tal senso improntate ad una certa stabilità.

Minori criticità sono state riscontrate anche circa i prezzi praticati dai fornitori, avvertiti in marcata discesa (dal 48,5 si è passati al 32,2) mentre da "bollino rosso" l'impasse che ha caratterizzato i ritardi nei pagamenti ( dal 39,7 di inizio primavera si è passati al 52,0 di inizio estate).

Particolare attenzione l'Osservatorio la dedica al fabbisogno finanziario e al credito, due voci strettamente correlate e fonti delle criticità maggiori per il tessuto produttivo del settore.

Per quanto concerne la prima, il peggioramento, sempre in termini congiunturali, è stato piuttosto accentuato ( da -21,6 si è passati a -28,8), con le imprese che sono riuscite a soddisfare tale necessità in buona parte (54,1%) a prezzo di una certo sforzo e tra difficoltà varie.

Sul versante del credito, è cresciuto il numero di aziende (dal 16,2% al 20,1) che si è rivolto alle banche per ottenere credito.

Tra queste, il 38,3% ha ottenuto risorse pari o superiori a quanto richiesto, il 6,4% si è visto assegnare somme inferiori rispetto a quelle preventivate, il 25,4% si è visto rigettato del tutto la domanda.
Infine, al momento del completamento dello studio, il 14,7% era ancora in attesa di conoscere gli esiti delle domande.

Nei mesi estivi, infine, alle banche si rivolgerà il 15,3% degli operatori interpellati.

Per quanto riguarda l'offerta di credito, questa è stata analizzata esclusivamente presso quelle unità produttive che già dispongono di un finanziamento o di un fido con le banche.

Si è assistito ad un miglioramento sia sul costo del credito/tasso di interesse (-33,3 contro il -41,0), sia sulle cosiddette "altre condizioni" applicate ai finanziamenti ( dal -45,0 si è passati al -34,6).

In peggioramento, invece, gli indicatori inerenti la durata del credito(da -39,3 a -40,8) e le garanzie richieste ( da -33,8 a -38,8).
Valutazioni positive, da ultimo, sul costo dei servizi bancari, percepiti in discesa.

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