Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Confindustria Venezia Giulia su reintegro dipendenti di Fincantieri: «L'impegno fa crescere economicamente il Paese»

Nel caso Fincantieri ed i dipendenti "fannulloni", Confindustria Venezia Giulia si schiera dalla parte delle imprese che investono nella crescita produttiva della propria attività imprenditoriale

«Un’impresa che investe nella crescita produttiva della propria attività imprenditoriale, creando posti di lavoro, contribuendo all’innovazione tecnologica, all’aumento della produttività e dei salari reali, collabora fattivamente alla prosperità generale del Paese in cui opera, anche per le generazioni future» ha dichiarato Confindustria Venezia Giulia in una nota stampa .

«Tale prosperità, per essere raggiunta– prosegue–necessita dell’impegno di tutti coloro che operano al suo interno. Paolo Borsellino affermava: «perché una società vada bene, perché prosperi senza contrasti, è necessario che ognuno faccia onestamente il proprio dovere». È pertanto di fondamentale importanza che tutti si sentano responsabili per il bene comune, adottando quei comportamenti etici che il proprio ruolo comporta».

«Partendo da questo assunto, pur senza entrare nel merito della sentenza del Tribunale di Gorizia che ha disposto il reintegro di quattro dipendenti di Fincantieri, vogliamo riaffermare con forza che lo sviluppo del nostro Paese trova fondamento nella crescita delle imprese che in esso operano, e nella continua e costante operosità delle persone che le costituiscono. La cultura del lavoro è innanzitutto responsabilità: responsabilità dell’impresa nei confronti dei lavoratori, e responsabilità dei lavoratori nei confronti dell’impresa. L’impresa non può prescindere dalle persone che vi operano; da ciò discende che solo con il costante impegno di tutti la stessa può prosperare e contribuire alla crescita economica e sociale del Paese».

Spiega in seguito: «È di tutta evidenza che vi possono essere comportamenti dei singoli non in linea con tali principi etici; quello che non può essere tollerato è che tali devianze vengano in qualche modo giustificate, vanificando e svilendo quanto la stragrande maggioranza di imprenditori e lavoratori compie quotidianamente, non senza difficoltà, per il bene comune. Sentenze di tale natura, purtroppo, potrebbero introdurre l’accettabilità di comportamenti non rispettosi delle normali regole aziendali, incentrate sul rapporto essenzialmente fiduciario tra azienda e lavoratori. Al di là di quanto stabilito dalle norme, il comune sentire e la prassi aziendale non possono derogare a quei principi generali che permeano le condotte dei lavoratori, principi ispirati al senso di responsabilità, pena il rischio di demotivare tutti coloro che tali principi seguono quotidianamente».

«Non si tratta di una questione che coinvolge esclusivamente Fincantieri, impresa che nel FVG ha permesso all’export regionale di crescere del 6,3% rispetto al 2015, segnando la migliore performance del nord est, ma che riguarda tutte le imprese. Ne va della possibilità che, con il contributo fattivo del nostro territorio in termini di crescita economica, opportunità occupazionali, creazione di valore aggiunto, il nostro Paese continui a pieno titolo ad essere uno dei principali paesi industriali nel mondo».

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