In bici, in gostlina e a fare benzina: i triestini prendono d'assalto il Carso sloveno

Dopo l'annunciata riapertura delle frontiere da parte del governo di Lubiana, sono stati moltissimi i residenti nel capoluogo regionale a valicare il confine

Lasciapassare targato Friuli Venezia Giulia. Potrebbe essere questo il titolo della giornata che ha visto centinaia di triestini prendere d’assalto le località oltre confine dopo l’annuncio del governo di Lubiana della riapertura delle frontiere con la Slovenia. In attesa del permesso per tutti i cittadini italiani (in programma luned'ì 15 giugno), oggi i corregionali si sono potuti recare nella vicina repubblica come fino a prima dell'emergenza sanitaria. Tra loro anche i numerosi triestini che hanno scelto la bicicletta, l’automobile e quelli che invece hanno scelto di avventurarsi a a piedi lungo i sentieri che uniscono il Carso italiano e sloveno. 

Numerosissimi i ciclisti che, in alcuni casi, si sono ritrovati di fronte il confine chiuso. L’apertura delle frontiere ha infatti riguardato solamente i valichi principali e non quelli secondari, rimasti esattamente come durante l’emergenza sanitaria. “Mi arriverà una multa da parte del nostro ministro” ha scherzato un ciclista sloveno che, nonostante la barriera ancora presente al valico di Lipica, l’ha attraversato scavalcandola ed entrando di fatto in territorio italiano. 

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Attratti dal prezzo della benzina e da qualche gostlina, tanti “Busani” contemporanei (dalla celebre canzone dialettale “Finanziere” ndr) hanno puntato ai valichi minori. Trovandoli ancora sbarrati, sono stati costretti a fare dietrofront e, per esempio, da Basovizza recarsi a Pesek. Qui, sul valico internazionale ad attenderli c'erano due agenti della Polizia slovena che formalmente controllavano il passaggio (senza chiedere i documenti). “Moltissime macchine – ci ha detto un poliziotto –,speriamo che da lunedì si riapra tutto”.

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Se a Fernetti si sono verificate lunghe code in uscita, a Pesek invece tutto è filato liscio. Per oltrepassare il confine però non ci sono solo i valichi ufficiali. La stessa pista ciclabile sopra la val Rosandra è stata infatti presa d’assalto e anche qui i ciclisti e i gitanti non si sono fatti intimorire dalle barriere. Per entrare in Slovenia in effetti basta un passo. 

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