Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Il Consiglio pensa alla "paghetta": ipotesi 1000 euro al mese per tagliare i costi

Passa la mozione di Piero Camber (FI) con il voto favorevole della maggioranza e dei 5 stelle, astenuto il Pd. Ora la decisione spetta alla presidente della Regione Serracchiani e poi la palla torna al Consiglio per il voto definitivo

«Noi oggi riceviamo un gettone di presenza per il Consiglio comunale, le commissioni e le capigruppo, al massimo uno per giornata (pari a 104 euro lordi a seduta). L'idea è quella di allargare ai comuni capoluogo la delibera regionale che prevedeva i tetti massimi per i consiglieri provinciali, dando la possibilità anche a quelli comunali di optare per un’indennità di presenza che noi abbiamo pensato pari a 1000 euro. La nostra mozione vuole contenere i costi - spiega Piero Camber (capogruppo di Forza Italia) -: infatti nel 2015 la media è stata di 1462 euro a consigliere, nel 2014 di 1376 euro, nel 2013 di 1219. Ovviamente se non si presenterà in Consiglio o commissione il consigliere sarà sanzionato e gli verrà ridotta l'indennità, magari istituendo un obbligo di almeno due commisisoni al mese. Questo provvedimento comporterebbe una certezza del bilancio comunale e una riduzione della spesa: non siamo noi a chiedere paletti alla Giunta regionale, ma chiediamo solo l’estensione della delibera». 

Una mozione quella di Piero Camber che trova parere favorevole dall'opposizione grillina «infatti già cinque anni fa avevamo introdotto un’iniziativa simile e sempre basandoci sulla della delibera regionale; avremmo ridotto della metà le cifre - ha dichiarato Paolo Menis -. Abbiamo proposto un emendamento che va a modificare un impegno di questa mozione (il punto due prevede un’indennità maggiore al presidente del Consiglio come già previsto, ma anche presidenti di commissione: pur riconoscendo un impegno maggiore non lo riteniamo tale da avere una maggiorazione rispetto agli altri consiglieri».

Concordi appieno invece, anche sull'aumento dell'eventuale indennità ai presidenti del Consiglio e delle commissioni, Antonio Lippolis (Lega Nord) e Vincenzo Rescigno (Lista Dipiazza), con Camber che tiene a precisare che «la mozione chiede un’istanza alla presidente della Regione a prevedere eventuali forme di maggiorazione perchè chi lo ha fatto (ma anche il buon senso lo vorrebbe) sa che si perdono ore e ore di lavoro per portare la “merenda pronta” agli altri consiglieri. Poi l’eventualità prevede sempre che comunque il costo totale non superi il bilancio del 2015». 

Dopo una breve sospensione voluta dal gruppo Pd, Giovanni Barbo ha spiegato che «la responsabilità non è misurabile in base al semplice principio economico e l'indennità mensile non è l'unico modo per contenere i costi (ad esempio le sedute delle commissioni possono essere convocate con maggior rigore, qualora siano effettivamente necessarie). In ogni caso la media citata da Camber (1462 mensili) non tiene conto dei molti gruppi monocellulari che falsavano la statistica: molti di loro magari prendevano anche più di 2 mila euro,  ma i consiglieri pd ad esempio raramente superavano i mille, eccezion fatta per il 2015 quando, però, le commissioni hanno dovuto riunirsi più spesso per esaminare il piano regolatore. Per questi motivi abbiamo deciso di astenerci e di valutare l'opzione qualora la Regione decida di concederla». 

Anche Maria Teresa bassa Poropat (Insieme per Trieste), reduce dall'esperienza provinciale, ha tenuto a sottolineare che «l’impegno non vada considerato solo sulla base economica. Filosoficamente sarei anche favorevole, anche se dal punto di vista demagogico può essere a effetto dire che il consiglio sceglierà l’indennità per ridurre il costo del consiglio, ma per esperienza mi ha insegnato che quando in Provincia c’è stata l’introduzione dell’indennità c’è stato anche un calo delle commissioni».

«Per anni si è dibattuto sul lavoro del consigliere e vengo da un passato in cui non c’erano le commissioni - ha ricordato Roberto De Gioia (Verdi-Psi) -. Il consigliere deve lavorare, ma in qualche modo deve essere anche gratificato e ricordo che il compenso è stato anche abbassato. Credo che la scorsa consigliatura non sia un parametro da prendere in considerazione per la presenza di piccoli gruppetti. Io mi asterrò, ma ciò non toglie che successivamente entreremo nel merito. Anche perchè se tutti opteranno per l’indennità allora ci sarà un risparmio, se no c'è il rischio di un maggior costo». 

La mozione è stata poi votata e 25 sono stati i voti favorevoli, con 10 astenuti e un voto contrario. 

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