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Consiglio regionale, voto favorevole su unioni gay

19.28 - Nel giorno della commemorazione internazionale delle vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender

Il Consiglio regionale nel tardo pomeriggio ha approvato, con 28 consiglieri comprese la presidente Serracchiani e l'assessore Vito, una mozione proposta dai consiglieri regionali Lauri (SEL), Shaurli (Pd), Paviotti (Citt) e Frattolin (M5S) che richiede al Parlamento di approvare al più presto la proposta di Testo unificato inerente la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze, nota come "proposta Cirinnà".

Unici contro sono stati Marini (FI) e Zilli (LN), mentre Cargnelutti (NCD), Ziberna e Novelli (FI) hanno dichiarato la loro non partecipazione al voto, il primo "perché la materia è di competenza del Parlamento e non del Consiglio regionale", gli altri due perché non è stata accolta una modifica al testo che li avrebbe portati a votare astensione.

La presidente Serracchiani ha inoltr accolto un ordine del giorno a firma M5S più Lauri con cui si chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo affinché sia ritirata o annullata la circolare emanata lo scorso 7 ottobre dal ministro dell'Interno, Alfano, con cui si impediscono le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.

Soddisfazione dal Movimento 5 stelle che tramite  Eleonora Frattolin, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale fa sapere che: «Finalmente il Consiglio regionale ha preso una posizione netta su una tematica molto sentita nella nostra società. Grazie al nostro provvedimento chiediamo al Parlamento di approvare al più presto una normativa che, garantendo a tutte le coppie uguali diritti, riconosca e regoli le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso presso il nostro ordinamento giuridico. Si tratta di un vero successo per tutta la società civile».

Infine sottolinea che «Il sorpasso del numero delle “convivenze di fatto” (anche nascoste) su quello dei matrimoni, dimostra che “contrarre coniugio” non è più il modo principale per costruire una comunità di affetti familiare (o perlomeno non è il solo). Bene, un legislatore, nazionale o regionale che sia, ha il compito di prendere atto, senza paura, dell’evoluzione del sentire comune. E lo deve fare senza ricorrere alle solite ricette paternaliste ed oscurantiste. Ma soprattutto - ed è per questo che chiediamo che riprenda nello specifico l'iter legislativo della proposta di legge Cirinnà (Pd)».

Soddisfazione anche da un altro dei protagonisti della mozione, Giulio Lauri di Sel che spiega come «l'unica strada per raggiungere una parità di diritti piena tra eterosessuali e omosessuali e la loro uguaglianza completa di fronte alle leggi è quella di riconoscere nel nostro ordinamento il diritto al matrimonio civile tra persone omosessuali. Questa è a nostro avviso la direzione verso cui l'Italia potrebbe e dovrebbe andare».

Di parere opposto Barbara Zilli, consigliera della Lega che afferma «Usare le unioni civili come arma di distrazione di massa è terribilmente cinico e meschino. Temi di tale delicatezza e complessità meritano discussioni approfondite e scevre da ideologie, e soprattutto sedi appropriate: spetta al Parlamento legiferare sul tema, non certo alla Regione. Il Consiglio regionale non deve impartire lezioni di morale. Deve fare leggi per i cittadini di questa regione».

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