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Foto di repertorio

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Contenzione ospedaliera, parte l'Albo dei volontari "art.13"

Con lo scopo di eliminare la pratica della contenzione dei pazienti l'11 gennaio 2017 verrà richiesto alle associazioni di volontariato di costituire un Albo volontari art.13

La contenzione meccanica e farmacologica viola i diritti di libertà del proprio corpo sanciti dall’art.13 della Costituzione Italiana, tuttavia ancora oggi è drammaticamente praticata nonostante l'ampia letteratura  scientifica internazionale evidenzia la valenza altamente disabilitante e l'aumento significativo di danni rilevanti psicologici ed anche fisici quali le infezioni e le lesioni da decubito. Anche gli eventi traumatologici sono direttamente collegati all'immobilizzazione indotta e forzata nel tentativo della persona di liberarsi dalla contenzione meccanica.

Molta letteratura scientifica evidenzia che la eliminazione delle pratiche di contenzione migliora significativamente gli esiti di salute. Malgrado ciò, sono poche le realtà e le organizzazioni che si chiedono come evitare la contenzione, la maggior parte si domanda come farla. Spessissimo la si prescrive, come fosse un farmaco, su ricettario e/o in cartella clinica. La contenzione è un retaggio della cultura manicomiale e prestazionale centrata sull’organo e sulla patologia e non sulla persona. Eliminare la contenzione è impegno etico, giuridico, deontologico, professionale, scientifico e di buon senso. Trieste vanta, a livello nazionale ed internazionale, di essere considerata città libera da contenzione grazie all’impegno di un gruppo di lavoro interdisciplinare e intersettoriale che ha cercato e trovato la collaborazione di molti interlocutori a livello istituzionale tanto da aver eliminato tale pratica.

Su iniziativa della direzione infermieristica nel 2013 è nato il sito aziendale: https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/ realizzato in collaborazione con l’Ordine dei medici di Trieste e che invitiamo a visitare. La direzione infermieristica intende eliminare tale pratica anche nelle aree più difficili: la medicina d’urgenza e le terapie intensive. Ciò è possibile assicurando al malato (in difficoltà e confuso) la presenza nell’arco delle 24 ore dei famigliari quando ci sono e lo possano fare (e così si inizia a fare).

Ma quando i famigliari sono assenti o sono numericamente insufficienti, per il personale infermieristico diventa davvero difficile evitare la contenzione, ecco perché la direzione infermieristica chiederà, l’11 gennaio 2017, a tutte le associazioni di volontariato triestine di costituire un Albo di volontari art.13 disponibili a realizzare turni di presenza nelle 24 ore nei due citati reparti nei casi in cui ciò dovesse essere necessario. Tale evenienza è imprevedibile sia nel tempo che nella quantità. In genere si tratta di pochi casi l’anno. Gli aderenti all’ Albo saranno anche formati per poter integrarsi con il personale dei reparti.

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