Lunedì, 15 Luglio 2024
il 'buco'

Conti previsionali Aziende sanitarie del Fvg, la Regione deve coprire un 'buco' di 297 milioni

I rapporti evidenziano un notevole scostamento tra il bilancio preventivo scritto nel 2022 e la situazione effettiva. La giunta comincerà a ripianare con "35-40 milioni di euro" in assestamento

TRIESTE - Entro la fine del 2023 il sistema sanitario della regione accumulerà un buco di milioni di euro. Allo stato attuale, secondo i conti economici previsionali delle Aziende sanitarie del Fvg, si parla di 297 milioni. La notizia è stata riportata da Il Piccolo. Negli ultimi anni, indipendentemente dalle maggioranze politiche, la spesa sanitaria ha continuato ad aumentare, ma questa cifra, come riferito dal quotidiano locale, è inedita. Nel dettaglio, l'Azienda sanitaria giuliano isontina prevede di chiudere l'anno con un deficit di 125 milioni, l'Azienda sanitaria Friuli centrale con 117 milioni e l'Azienda Friuli occidentale stima 55 milioni. In totale, ci sono 297 milioni di euro di risorse mancanti. L'assessore Riccardo Riccardi ha annunciato, si legge su Il Piccolo, che in assestamento la Giunta inizierà a ripianare con 35-40 milioni di euro, prevedendo che il bilancio finale avrà un impatto molto meno pesante. Le cifre provengono dai Rendiconti economici infrannuali delle Aziende sanitarie, che forniscono rapporti trimestrali per monitorare le performance finanziarie del Sistema Sanitario Regionale. I rapporti evidenziano un notevole scostamento tra il bilancio preventivo scritto nel 2022 e la situazione effettiva.

Il commento del Pd

 "Il buco, che l'assessore Riccardi due anni fa definiva fabbisogno, da 297 milioni previsto a fine anno e che emerge dai conti delle Aziende sanitarie del Fvg, anche se l'assessore parla di numeri inferiori, conferma ciò che diciamo da tempo: l'assenza di programmazione, pianificazione e di organizzazione da parte della Giunta Fedriga sta facendo andare fuori controllo la gestione del sistema sanitario, oramai alla deriva - ha commentato il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Diego Moretti -. Una situazione che oggi viene riconosciuta dallo stesso assessore e sulla quale auspichiamo tragga le relative conseguenze". 

“Al primo assestamento della Giunta Fedriga nel ’18 ci accusavano per una quarantina di milioni di disavanzo e adesso loro devono coprire un megabuco da 300 milioni a fronte di servizi peggiori - ha dichiarato la senatrice Tatjana Rojc (Pd) -. Il tempo è galantuomo e ora viene alla luce cosa c’era sotto anni di attacchi virulenti al centrosinistra: chiacchiere e distintivo, arroganza e incapacità”.  “L’assessore Riccardi è il dominus assoluto della sanità Fvg e – continua la senatrice - prima o poi dovrà rispondere di quando al suo primo mandato prometteva che ‘la creazione dell’Azienda zero evita uomini soli al comando e terrà sotto controllo la spesa’, perché Arcs è il cuore del fallimento di una riforma nata male e gestita peggio”. Per la senatrice “anche alla prova del Covid, è stata sottovalutata colpevolmente la fase iniziale della pandemia che ha abbassato clamorosamente l’indice di sopravvivenza in Fvg. Con troppi parametri di valutazione in rosso, con la spesa fuori controllo, con il personale che tuttora manca e fugge, il centrodestra ha portato la sanità regionale in un gorgo di contraddizioni e paralisi. E per il futuro – conclude Rojc - non si vede cambio di rotta”.

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