Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Continua raccolta firme per via Mazzini: in migliaia contro pedonalizzazione

Raggiungiamo con un'intervista Marcelo Medau, primo firmatario della petizione che chiede alla Giunta Comunale di Trieste, al Sincaco Roberto Cosolini e all'assessore competete, l'immediata riapertura di Via Mazzini

Intervistiamo Marcelo Medau, promotore e primo firmatario della petizione che chiede l'immediata riapertura di Via Mazzini.

Quali sono in concreto le ragioni che l'hanno spinta a proporre questa petizione e cosa chiedete in particolare?

«Diverse migliaia di cittadini firmatari chiedono al Sindaco, all’Assessora competente e all’intera Giunta Comunale la totale attuazione del piano del traffico che fin’ora è costato alla cittadinanza circa 58mila €uro e che scadrà il prossimo 7 luglio 2015 nella sua validità, se non concretizzato interamente e per cui fin’ora ha avuto solo sperimentazioni circoscritte. 

«In seconda battuta i cittadini triestini chiedono, se la Giunta comunale non dovesse essere in grado di mantenere quanto promesso nei tempi prestabiliti, di ripristinare la condizione pregressa poichè il provvedimento contenuto nella delibera di giunta (delibera n° 183/08.05.2015, n.d.r.) non risulta in linea con il piano generale del traffico urbano: nuoce ai conducenti di bus costretti a manovre improbe e tempi di percorrenza insufficienti a garantire la dovuta sicurezza di esercizio, ai fruitori dei bus ed in particolare le fasce più deboli come gli anziani e i diversamente abili ancorchè agli studenti che non godono più dei punti di interscambio e si vedono costretti a incedere con disorientamento, ai residenti che causa il traffico promiscuo in via Valdirivo - e non solo - vedono aumentare l’inquinamento atmosferico e acustico ancorchè nelle vie limitrofe ed i commercianti che non hanno la loro attività in via Mazzini e che subiscono un’evidente discriminazione

Cosa ha prodotto sostanzialmente a suo avviso questa pedonalizzazione?

«Dalle foto pubblicate in questi giorni specialmente sui social, via Mazzini è satura di vetture e furgoni in sosta perlopiù vietata ancorchè da ciclisti e ciò a tutte le ore diurne; di pedoni ce ne sono pochi davvero, parimenti ai tavolini di ristoratori vuoti. Dalla stampa e televisione locali ho saputo - a mezzo di una conferenza stampa dei politici dell’opposizione - che questo ulteriore esperire costa 139mila €uro/anno (dovuti ai 35mila km supplettivi dei bus), importo che potrebbe essere usato diversamente per lo “stato sociale” in quanto corrisponde, ad esempio, a 30 posti in un asilo nido o a servizi per la cittadinanza più debole».

«In più il Comune non ha titolo giuridico per pagare, e che l’Ente che dovrebbe gravarsi del costo lo “girerebbe” come tasse o balzelli sempre sui cittadini. 
Dall’Assessora Marchigiani ed altri esponenti del centro sinistra ho sentito che “dalle mappe del Comune via Valdirivo non presenta alcun problema strutturale e che dai rilievi effettuati l’aumento del traffico è contenuto in un veicolo in più al minuto” altresì ho rilevato incontrovertibilmente che un incidente di lievissima entità dd 5 cm, in cui un furgone ha tamponato un bus della TTSpA sull’angolo via Carducci/Valdirivo, ha paralizzato buona parte della città per ore con file lunghissime di automobili e bus in coda e il cui costo è ricaduto integralmente sulla salute dei cittadini tra smog, ritardi e quant’altro, cioè sulla qualità della vita».

Tanti dunque i costi che graveranno sui triestini?

«Mi piace ricordare che il pregresso Piano del Traffico Urbano, redatto con l’autorevole consulenza del Prof. Camus - ritirato dalla precedente Giunta prima delle elezioni - è già costato oltre 200mila €uro (fonte “Il Piccolo”) alle casse comunali ed è basato su modelli matematici ossia “riproducibili”, efficaci ed efficienti quando e solo se applicati nella loro interezza e non per esperimenti senza soluzione di continuità, altresì quanto di matematico e nitore rilevo fino ad ora sono i costi addizionali senza nessun beneficio concreto per la moltitudine dei triestini. Leggo su “Il Piccolo” del 10 giugno che ci sarà un’ulteriore prova sperimentale per 5 linee bus, appena dopo un’altra riunione con la Provincia e TTSpa fissata appena la settimana prossima e ciò mentre gli anziani e le fascie più deboli della popolazione sono costrette a camminare, con temperature intorno ai 30° C, per ricercare i punti di snodi delle fermate dei mezzi pubblici».

E cosa dicono le persone quando vengono a sottoscrivere la sua petizione?

«Mi piace menzionare che ieri l’altro è venuta a sottoscrivere la richiesta una meravigliosa longeva signora che ho riconosciuto come una professoressa del Liceo la quale mi diceva che alla sua età da via Valdirivo (dove era scesa dal bus) a Piazza Goldoni era un tragitto impegnativo che ha dovuto fare in tre tappe e subito dopo aver firmato mi ha detto «Quousque tandem abutere patientia nostra?» ("Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?", "Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?" da Catilinaria di Cicerone, n.d.r.) e dal formidabile sorriso sono certo non avesse pronunciato la parola “Catilina” ma un’altra.

Perciò invito tutta la cittadinanza che vuol far sentire la sua voce di dissenso a passare presso il banchetto e molti esercizi commerciali che hanno fornito concretamente il loro appoggio e firmare la petizione affinchè coloro ci governano ascoltino quanto chiediamo tanto sommessamente quanto fermamente, senza pensare di non poter tener conto dell’opinione di migliaia di cittadini che pagano fior di tasse per servizi che presentano forti criticità».

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