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Giovedì, 18 Agosto 2022
Operazione Melita

Maxi contrabbando di bionde e alcolici, 28 arrestati, blitz anche a Trieste

L'operazione Melita è stata condotta dalle fiamme gialle trentine. Fondamentali i valichi di frontiera. Sodalizio criminale decapitato

TRENTO - Dalle prime luci dell’alba di oggi, martedì 28 giugno, oltre cento militari delle fiamme gialle trentine, col supporto dei reparti territoriali competenti, stanno effettuando arresti e perquisizioni su tutto il territorio nazionale nei confronti di una rete dedita al contrabbando internazionale di sigarette, prodotti energetici e alcolici. Il network, articolato in cinque gruppi interconnessi, era composto da soggetti di nazionalità italiana, rumena, moldava, ucraina, greca e maltese e poteva contare su importanti ramificazioni in Slovenia, Germania, Belgio, Inghilterra, Olanda, Polonia, Francia, Bulgaria e Grecia, Paesi da e verso i quali veniva importata o esportata la merce di contrabbando.

L'operazione Melita

L’operazione, rinominata “Melita”, ha portato all’arresto in carcere di 28 indagati: 20 sul territorio nazionale (province di Bari, Roma, Trieste, Latina, Napoli, Campobasso, Caserta, Perugia, Lecce, La Spezia, Massa Carrara, Isernia, Alessandria, Treviso e Venezia) e otto all’estero (Croazia, Belgio, Moldavia, Inghilterra, Germania e Bulgaria). Nei confronti di questi ultimi sono stati emessi un mandato di arresto europeo e un mandato di cattura internazionale. Ai 28 arrestati, individuati come i principali responsabili della rete dedita all’acquisto, stoccaggio e commercializzazione di ingenti partite di prodotti di contrabbando, si aggiungono due arresti in flagranza di reato già effettuati nel corso delle indagini.

Segnalate all'autorità 115 persone

Sono stati inoltre segnalati all’autorità giudiziaria trentina 115 soggetti (tra cui i 28 arrestati) indiziati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici e sulle bevande alcoliche, il tutto con l’aggravante del reato transnazionale. Cinque di loro risultavano inoltre indebiti percettori del reddito di cittadinanza. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 2.700 chili di sigarette, 36mila litri di gasolio e 27.900 litri di alcolici. L’ammontare dei tributi evasi (accise, diritti doganali e altre imposte dovute), ricostruito dai finanzieri trentini, è di oltre 27 milioni di euro (27.268.161,36). In totale parliamo dell’immissione in consumo di 160 tonnellate di Tle e di oltre 16 milioni di litri di prodotti alcolici. 

Il modus operandi

Per far passare la merce, i contrabbandieri utilizzavano doppifondi e carichi di copertura a bordo di autoarticolati, pullman, furgoni e anche singole autovetture che arrivavano in Italia attraverso i valichi del Brennero, di Prato La Drava, Tarvisio e Trieste. Dalle indagini è emerso anche il coinvolgimento di una distilleria con sede in Trentino che ha tentato di contrabbandare un ingente quantitativo di prodotti alcolici in evasione dei diritti doganali, tramite il trasferimento fraudolento di due carichi di vodka (39.960 bottiglie), sequestrati a Verona nel marzo del 2019. L’indagine era scattata nel 2018 a seguito del monitoraggio di alcuni autoarticolati in transito presso il valico del Brennero ed è stata condotta dal nucleo di polizia economico-finanziario di Trento, con il supporto dello Scico di Roma, sotto la direzione della procura distrettuale di Trento.

Fondamentale per le indagini la cooperazione internazionale giudiziaria fornita dalle polizie estere, nonché il coordinamento della direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dnaa) a seguito delle numerose convergenze con altre procure distrettuali (in particolare Bari, Napoli e Trieste).

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