Contrabbando, sequestrati dalla Gdf 59kg di tartufi per un valore di 10mila euro

I tartufi erano destinati presumibilmente al mercato Piemontese, zona d’Italia maggiormente vocata per il pregiato prodotto

Ben 59 Kg di tartufi  sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Prosecco, per un valore stimato di circa 10.000 euro. I tartufi erano destinati presumibilmente al mercato Piemontese, zona d’Italia maggiormente vocata per il pregiato prodotto.

Durante un posto di controllo notturno nei pressi del valico confinario terrestre di Fernetti, i finanzieri del Nucleo Mobile hanno fermato per un controllo un autobus di linea percorrente la tratta Romania - Italia. Insospettiti dall’atteggiamento evasivo e intimorito dell’autista, hanno eseguito un accurato controllo del mezzo nel quale sono stati rinvenuti 5 contenitori in polistirolo al cui interno si trovava un ingente quantitativo di tartufi del peso complessivo di circa 59 Kg.

L’autista non è stato in grado di riferire la destinazione finale del prodotto giustificandosi che i tartufi erano diretti ad un non meglio identificato cittadino di origine rumena. La merce, essendo sprovvista di qualsivoglia documentazione fiscale, commerciale o che, comunque, potesse attestarne la provenienza e soprattutto la sicurezza alimentare, è stata sottoposta a sequestro per la violazione della normativa europea in materia di rintracciabilità dei prodotti ad uso alimentare. I finanzieri, hanno contestato all’autista responsabile ed alla società di trasporto la violazione amministrativa – pena pecuniaria prevista da € 750 a € 4.500 – di cui all’art. 2 del D.lgs. 190/2006, per gli omessi adempimenti previsti dall’art. 18, comma 1, del Regolamento (CE) 178/2002 in materia di sicurezza alimentare (mancanza del requisito della tracciabilità degli alimenti destinati al consumo umano).

La merce sequestrata, se commercializzata, avrebbe “fruttato” un guadagno in nero quantificabile in circa 10.000 euro, mettendo potenzialmente a rischio la salute degli ignari estimatori del pregiato prodotto originale e danneggiando gli operatori corretti del settore agroalimentare di riferimento.

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