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Contratti a tempo determinato per aiutare 12 donne a riprendersi la propria vita

Un'iniziativa del Comune di Trieste in collaborazione con il Goap e l'Enaip: i tirocini saranno di 20 o 30 ore settimanali e della durata dai 3 ai 6 mesi e rinnovati una sola volta, con un compenso economico dai 300 ai 500 euro circa

Presentata stamane dall’assessore comunale alle Pari Opportunità Francesca De Santis l’iniziativa pilota partita a giugno con 2 tirocini attivati e che oggi grazie all’impegno di tutti i soggetti coinvolti è arrivata a quota 12. Saranno infatti 12 le donne, di fascia di età fino ai 40 anni ad avere la possibilità di lavorare con un tirocinio a tempo determinato dai 3 ai 6 mesi in vari dipartimenti del Comune di Trieste.

Sono intervenuti anche la presidente del Goap Francesca Maur, la direttrice Enaip Paola Stuparich con Giuditta Bambara, Rosella Apollonio, p.o. del Servizio Integrazione e inserimento lavorativo del Dipartimento Sociale comunale con Raffaella Lucca, il direttore dell’area Innovazione Lorenzo Bandelli, il Social Media Manager Christian Tosolin e Donatella Rocco, p.o. dell’Ufficio Giovani. L’iniziativa è partita, come detto, nel mese di giugno, con due donne tirocinanti all’area Giovani e poi è continuata coinvolgendo l’area Innovazione, l’Urp, l’Archivio e Social media. Le donne indicate dai Servizi sociali del Comune di Trieste e dal GOAP inizieranno con un corso di formazione presso l’Enaip che preparerà le donne sull’attività richiesta e indicata dagli uffici dove verranno impiegate e alla fine di questo corso di formazione di 40 ore settimanali inizieranno il loro lavoro negli uffici comunali designati.

I tirocini

I tirocini saranno di 20 o 30 ore settimanali e della durata dai 3 ai 6 mesi e rinnovati una sola volta, con un compenso economico dai 300 ai 500 euro circa, come puntualizzato da De Santis. “Dalla difficoltà di questo periodo, grazie all’impegno e al coraggio di questa amministrazione abbiamo creato opportunità - afferma l’assessore De Santis - un’opportunità per le donne di ripartire e riprendersi la loro vita grazie al lavoro. Un’occasione di crescita e rinascita personale di cui andiamo molto orgogliosi. Mi ero posta questo obiettivo durante il primo lockdown da Covid, che ha recato maggior sofferenza e tante solitudini, e siamo orgogliosi di averlo raggiunto appieno.

Chiudiamo l’anno con un segnale di speranza e di luce con l’orgoglio di aver aiutato, in questo duro e difficile 2020, 12 donne - conclude De Santis -. Grandi progetti rivolti alle donne che si realizzano grazie all’unione delle forze e alla sinergia tra enti come in questo caso Il Comune di Trieste – ha aggiunto l’assessore - è stato l’unico Comune del Friuli Venezia Giulia ad attingere al bando regionale FSN (Fondo sociale europeo) per l’attivazione di questi tirocini e con questo ci riconfermiamo all’avanguardia nell’attenzione riservata alle donne e nel trattare le tematiche di pari opportunità.

Le 12 donne sono state seguite dai Servizi sociali del Comune con progetti finalizzati in collaborazione con l’Enaip e i dipartimenti che hanno dato disponibilità ad accoglierle, come specificato da Apollonio, dopo colloqui che hanno consentito di individuare le predisposizioni e gli interessi delle donne. Il 50% delle donne, 6 su 12, provengono dal Goap, ha riferito la presidente Maur, che ha sottolineato l’importanza di rendere indipendenti economicamente le donne giovani proprio per uscire dalla rete di violenze.

Formazione e crescita per l’Enaip, come rilevato da Stuparich e Bambara, sono i punti focali per concretizzare i tirocini inclusivi grazie agli strumenti forniti dalla Regione FVG e che è auspicabile proseguano per il percorso di inserimento di queste donne. I primi tirocini si sono svolti presso l’Area Giovani e il Polo Toti, in un’atmosfera calda e accogliente, ha precisato Rocco e si concluderanno a metà aprile e presto arriverà da noi un’altra tirocinante. Un progetto per il quale l’adesione è stata entusiastica, ha poi detto Bandelli, perchè di valore fondamentale nel contribuire all’inserimento lavorativo e all’autostima di queste donne.

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