Cronaca

Contributi prima casa, oltre 800.000 euro non dovuti accertati dalla Guardia di Finanza

Un'inchiesta della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Udine fa emergere una serie di finanziamenti non dovuti. False attestazioni Isee e false residenze alimentavano il sistema

Un totale di 823mila euro di contributi per l’acquisto della prima casa, percepiti illecitamente da 38 persone. È quanto emerge da un’inchiesta della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Udine, come riportato da UdineToday, dopo un monitoraggio sui soggetti percettori di finanziamenti - a fondo perduto - concessi dalla Regione Friuli Venezia Giulia a persone fisiche. 

IL CONTRIBUTO: Si tratta di un peculiare finanziamento che privilegia le persone fisiche, prevedendo forme di intervento di edilizia agevolata attivata da soggetti privati finalizzata alla costruzione, acquisto o recupero di abitazioni. Le  erogazioni sono concesse nell’ambito di un processo valutativo che postula in due requisiti: - una soglia di reddito minima, da certificare tramite presentazione del modello Iee; - la residenza, finalizzata all’esigenza che i beneficiari sono obbligati ad abitare nell’immobile destinatario del finanziamento e che lo stesso non può essere né locato né alienato a soggetti terzi.

LE INDAGINI: Successive analisi hanno consentito di individuare plurime, gravi situazioni di indebite contribuzioni erogate dalla Regione FVG. I soggetti che dissimulavano la composizione del nucleo familiare al fine di ridurre “artificiosamente” il reddito complessivo, presentavano situazioni reddituali diverse da quelle certificate per la richiesta di contributi omettendo di indicare in tutto, o in parte, patrimoni mobiliari e immobiliari; dichiaravano inesistenti “stati di bisogno” previsti in relazione a soggetti in condizione di debolezza economica ottenendo conseguentemente l’importo massimo del contributo (25.550 euro); richiedevano il contributo, sulla scorta di fittizie residenze (esistenti esclusivamente sul piano formale). 

IL METODO: Alcuni nuclei familiari, sebbene già proprietari di altre unità immobiliari, ne acquistavano delle altre (beneficiando della sovvenzione) sulla scorta della residenza, sostanzialmente di comodo di un loro membro (coniuge o familiare). Ciò avveniva più diffusamente nelle aree turistiche, dove sostanzialmente venivano finanziati dalla regione proprietari di “seconde case vacanza”.

I RISULTATI: Alla conclusione delle indagini sono stati individuati 38 soggetti che hanno percepito contributi stanziati per 823.000 senza averne titolo. Tra i casi più eclatanti quello di soggetti che hanno beneficiato del contributo e che avevano poi locato “in nero” l’abitazione, o altri che avevano indicato nelle richieste di finanziamento redditi per poche centinaia di euro annui mentre gli accertamenti condotti avevano rilevato situazioni reddituali “effettive” di importo anche venti volte superiore. Infine, altro individui che si erano “dimenticati” di dichiarare nelle domande i redditi derivanti da altre proprietà immobiliari o fondi patrimoniali, ammontanti a centinaia di migliaia di euro. 

I REATI: Le indagini sono state condotte in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia cui sono state partecipate le irregolarità riscontrate al fine di revocare i finanziamenti e richiedere la restituzione delle agevolazioni indebitamente concesse. Infine, i soggetti percettori sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Udine o alla Prefettura del capoluogo di provincia per la violazione dell’art. 316 bis c.p. che a seconda dell’importo percepito prevede sanzioni amministrative o penali per chi dichiara elementi falsi (o omette di dichiararne di veri) nelle domande tese a godere di erogazioni pubbliche.

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