Cronaca

Verifiche soft e aperitivi tollerati, la Prefettura richiama i triestini alla responsabilità

Moltissime le segnalazioni giunte nella serata di ieri 30 dicembre per quanto visto in centro e in periferia. Valenti: "Duecento controlli dal 24 ad oggi, gli occhi delle forze dell'ordine non possono arrivare dappertutto"

Nostro Signore dell'apparente asporto proteggi la voglia di spensierata trasgressione. Nonostante gli apparenti controlli siano stati messi in campo dalla Prefettura, l'atteggiamento delle forze dell'ordine durante l'ultimo giorno "arancione", soprattutto nei confronti di esercenti pubblici (bar, ma anche all'interno dei supermercati presi d'assalto ndr) è stato quello riconducibile ad una vera e propria tolleranza. Da piazza Unità fanno sapere che per l'ultimo dell'anno la musica cambierà ed annunciano una "stretta" delle verifiche sia per quanto riguarda "feste clandestine" nei locali sia per quanto riguarda ritrovi all'aperto non consentiti. Nel dibattito tra gli addetti ai lavori c'è già chi scommette sulla situazione sanitaria che si portebbe manifestare dopo il tanto atteso ritorno in zona gialla, post Epifania. 

La giornata di ieri

Dalla periferia fino al centro storico, gli assembramenti che si sono palesati ai tanti triestini impegnati negli ultimi acquisti dell'anno per tentare di buttarsi alle spalle questo disgraziato 2020 non sono piaciuti a diversi esercenti altresì rispettosi delle norme anti CoViD-19. Mentre i vertici provinciali della Fipe erano impegnati in un'audizione digitale durante l'ultima seduta del Consiglio comunale (per condividere il disagio economico innescato dalla crisi e dalle restrizioni ndr), fuori da numerosi esercizi pubblici di Trieste si sono formati capannelli all'insegna di un aperitivo mai scomparso. Nella maggior parte dei casi una palese violazione delle norme, con spritz e bevande consumate, in barba alle leggi, a due passi dagli stessi locali ed appoggiati ai tavoli alti lasciati in strada o, nel peggiore dei casi, semplicemente in piedi. Di controlli però, neanche l'ombra o quasi. 

I controlli: parola alla Prefettura

Proprio in merito al rispetto delle normative, la Prefettura fa sapere che sono stati oltre 200 i controlli effettuati dal 24 ad oggi 31 dicembre e che solamente in un caso è stato accertato il mancato rispetto della legge. Il Prefetto Valenti, raggiunto da TriestePrima ha dichiarato che “nel complesso, durante le tutte le feste natalizie, l'indice di osservanza da parte degli esercenti è stato molto elevato, poi è chiaro che gli occhi delle forze dell'ordine non possono arrivare dappertutto”.

Maggiori verifiche questa notte

Sempre da piazza Unità fanno sapere che saranno comunque intensificati i controlli durante la notte di Capodanno per prevenire eventuali assembramenti in casa. Tuttavia, le forze dell'ordine non si spingeranno fino alle abitazioni private mentre le verifiche saranno effettuate principalmente su strada, per verificare gli spostamenti dei cittadini e le loro autocertificazioni. Particolare attenzione verrà rivolta nei confronti dei locali pubblici nell'eventualità che vengano organizzate feste clandestine; anche i luoghi all'aperto, che potrebbero essere adibiti a ritrovi non consentiti, verranno monitorati dalle forze dell'ordine. 

Il senso di responsabilità

Il Prefetto, in particolare, si è rivolto ai cittadini chiedendo "senso di responsabilità. Il rischio è che si invitino a casa persone non abitualmente conviventi ma legate da un rapporto di amicizia e parentela. In queste situazioni, che purtroppo immagino si verificheranno, si è più inclini a ignorare quelle regole di distanziamento e compromettere l'andamento della pandemia”. Insomma, una zona arancione che almeno ieri 30 dicembre, è sembrata svanire in virtù di un comprensibile desiderio di "bruciare il calendario del 2020" (come dichiarato dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ndr) e appendere quello di un 2021 che si spera, possa regalare un progressivo ritorno alla normalità. 

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