Cronaca

Aiga: conclusa la due giorni di conferenza sulla figura dell'avvocato europeo

Figura importante in una zona transfrontaliera come quella del Fvg e di Trieste in particolare, dove spesso ci si confronta, nelle pratiche legali e commerciali, con normative differenti da quelle italiane

foto di repertorio

È terminata ieri la due giorni del convegno nazionale ''L'avvocato europeo: una nuova identità professionale'' organizzato da A.I.G.A., Associazione italiana Giovani Avvocati, con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, Cassaforense, Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati, Università degli Studi di Trieste, Comune di Trieste e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, per riflettere sulla nuova identità professionale dell’avvocato e la sua dimensione europea.
Una figura, quella dell'avvocato europeo, ancora ''in fieri'' ma che risponde a un'esigenza molto sentita dalle aziende, specialmente in una zona transfrontaliera come quella del Friuli Venezia Giulia e di Trieste in particolare, dove spesso ci si confronta, nelle pratiche legali e commerciali, con normative differenti da quelle italiane.

“Avvocato europeo tra accesso, criticità e nuove opportunità'' è stata la cornice che ha orientato l'ultima sessione di lavori, svoltasi questa mattina, con gli interventi di Aldo Bulgarelli, avvocato del foro di Verona e già Presidente C.C.B.E. 2014; David Cerri, Coordinatore Area di Ricerca “Etiche delle Professioni” presso il Laboratorio Lider-Lab della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa; Paolo Ferretti, coordinatore del corso di laurea in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trieste; Nicola Rocco, presidente dell'Ordine degli Avvocati città di Matera (Capitale Europea della Cultura 2019) e Alberto Vermiglio, Presidente Aiga. Nel corso della sessione hanno portato la loro testimonianza professionale Francesca Perri, avvocato ad Aichach (Germania), Enrico Castaldi, avvocato a Parigi e Milano. Ha moderato la sessione Anna Lops, Responsabile AIGA Dipartimento Università.

L'avv. Perri ha illustrato la sua esperienza di avvocato europeo, formatosi in Italia, che da anni esercita nell'area di Monaco di Baviera: un percorso positivo - nonostante un impatto iniziale un po' tosto con la lingua - soprattutto per quanto riguarda l'interazione con il sistema giuridico e l'ordine professionale in Germania, con cui è facile interfacciarsi data la rinomata maggiore propensione tedesca all'organizzazione, alla chiarezza e alla semplificazione. A suo avviso, le vere difficoltà per un avvocato italiano all'estero riguardano invece certe procedure di interazione con l'Italia, legate agli adempimenti con la Cassa forense.

Positiva anche la lunga esperienza professionale di Enrico Castaldi, avvocato italiano che da vent'anni esercita Parigi. Le sfide del futuro per gli avvocati, secondo lui, risiedono nell'eredità della crisi, che ha spinto in tutti i settori alla ricerca del prezzo più basso e a una tendenza alla diffidenza nel valore di ogni consulenza; nella cosiddetta “google mania”, che ha permesso un accesso sempre più ampio a informazioni legali di base con la conseguenza che ci si rivolge all'avvocato pretendendo gli stessi tempi di risposta di un motore di ricerca; e l'evoluzione digitale che, se da un lato ha portato tante positività, dall'altro ha impresso un ulteriore obbligo di accelerazione nel lavoro dei professionisti. L'aspetto più critico, ha aggiunto Castaldi, viene dall' “intelligenza artificiale”, che gioco forza metteranno in ulteriore discussione l'attuale modo di intendere la professione di avvocato: sarà possibile e probabile, che certe mediazioni verranno svolte non più tra avvocati ma tra assistente digitali.

Bulgarelli, avvocato del foro di Verona e già Presidente C.C.B.E. 2014, ha sottolineato quanto sia stato importante il ruolo del CCBE e in particolare l'attività che ha portato al codice deontologico per dirimere i casi di conflitto tra avvocati di diversi paesi europei. Bulgarelli inoltre ha invitato a riflettere su come non sempre la liberalizzazione porti a un migliore funzionamento di un settore, ma che anzi la presenza di organismi come gli ordini o le associazioni, possano garantire per il cliente finale un migliore servizio.
Rocco ha insistito sul fatto che il futuro dell'avvocatura è strettamente legato alla passione che i professionisti mettono e continueranno a mettere nel loro. Un atteggiamento che va al di là della conoscenza delle norme e che potrà permettere di osservare quali opportunità ci siano e ci saranno.
Cerri ha commentato gli interventi dei colleghi, sottolineando come oltre quanto contenuto nel codice deontologico promosso dal CCBE, la “responsabilità etica” deve essere connaturata alla figura dell'avvocato e in particolare a quella dei giovani professionisti, che potranno affrontare anche le sfide della “intelligenza artificiale” ponendo un freno al rischio legato all'uso volutamente distorto degli strumenti per frodare le parti grazie ad alterazioni degli algoritmi di contrattazione.

Sempre nell'ottica dell'apertura alle opportunità future, Ferretti ha illustrato il nuovo Corso di laurea triennale in Comunicazione Interlinguistica Applicata alle Professioni Giuridiche, una novità assoluta a livello italiano e internazionale attivato dall'Ateneo di Trieste nell'anno accademico in corso. Si tratta di un percorso formativo di tre anni, a numero chiuso, che associa una solida preparazione nelle discipline giuridiche a un'analoga competenza incentrata sulla traduzione e la comunicazione interlinguistica. Una tappa importante nel percorso di costruzione della nuova identità dell'Avvocato europeo, i cui sbocchi occupazionali sono molteplici: studi forensi a dimensione nazionale e internazionale, studi notarili, nonché uffici legali di imprese e istituzioni pubbliche italiane e straniere. I laureati potranno inoltre svolgere attività di assistenza linguistico-legale nella comunicazione con il pubblico straniero, nelle diverse procedure presenti nei tribunali e, in ambito d'impresa, nei rapporti con i mercati esteri. Al termine dei tre anni i laureati potranno inoltre iscriversi, vedendosi riconosciuti gli esami giuridici sostenuti, al Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.

Commentando i contenuti della sezione, il Presidente Aiga Vermiglio ha dichiarato come sia fondamentale farsi trovare preparati al cambiamento e non farsi trascinare dalle novità, come è stato in certi casi per il nuovo regolamento europeo della privacy, e a insistere sulla formazione, perché come un medico preparato non si fa guidare nella diagnosi dai risultati di un esame clinico, ma usa ad esempio una lastra per validare la sua anamnesi, altrettanto dovranno fare gli avvocati con gli strumenti digitali. 

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