Cronaca

Cordoglio del Sindaco Roberto Cosolini per scomparsa ing. prof. Roberto Costa

Il Sindaco Roberto Cosolini esprime cordoglio «per la scomparsa di un valente professionista, docente universitario emerito e uomo dal convinto impegno civile, politico e istituzionale, costantemente dedito al servizio del Comune e della Città»

Il sindaco di Trieste esprime cordoglio per la scomparsa dell'ing. prof. Roberto Costa ricordandolo non solo attraverso gli importanti progetti di edilizia pubblica (da quelli, nei primi anni '50, con Arneri, Guacci e Tamburini, per l'allora quartiere fieristico e per il Mercato Ortofrutticolo e, con Crismani e Tamburini, per la scuola elementare di San Giovanni, fino - verso la fine degli anni '60 -, alla scuola elementare di Borgo San Sergio e poi al concorso per il Piano particolareggiato del centro storico, vinto ex aequo con il gruppo dell'architetto Luciano Semerani), ma anche per le molteplici pubblicazioni, tutte rivolte, con specifica attenzione e passione, alle cose triestine e alla valorizzazione monumentale e architettonica della nostra città.

Il prof. Roberto Costa Longeri era professore emerito nella Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste. Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica ai Benemeriti della scienza e della cultura. È stato responsabile della cattedra UNESCO di Trieste per la tutela, la conservazione, la valorizzazione del patrimonio monumentale e architettonico delle grandi culture che hanno percorso la penisola balcanica.

Centinaia sono gli articoli, saggi e volumi prodotti dal prof. Costa nel corso dei suoi 60 anni di attività scientifica. Ne ricordiamo alcuni: “Un quartiere a Trieste 1700 – 1800”, La Casa n° 3, 1956; Una città che non deve morire a cura di Anita Pittoni, Edizioni dello Zibaldone, Trieste 1969; pubblicati presso la Ibiskos Risolo: Il gusto della vita (2007), Da archi e colonne all’architettura Moderna – La Trieste della ricostruzione (2008), Bruno Pincherle, oggi (2008), Dialoghi africani (2009). Fra i suoi ultimi lavori, il volume “Squarci svizzeri a Trieste. Pietro Nobile e Matteo Pertsch protagonisti del neoclassico triestino“ (Ericlea editore, 2011).

Nato nel 1924, si laurea in Ingegneria civile al Politecnico di Milano nel 1948 e inizia a lavorare a Trieste, spesso in gruppo con altri giovani professionisti, interessandosi in particolar modo all'edilizia residenziale sovvenzionata e agli edifici scolastici. Con Lucio Arneri, Antonio Guacci e Dino Tamburini vince gli importanti concorsi internazionali tenuti a Trieste per il quartiere fieristico (1950) e il mercato ortofrutticolo (1951); con Crismani e Tamburini vince il concorso per la scuola elementare di S. Giovanni a Trieste (1951) e ancora con Tamburini realizza la casa torre in via Conti (1952), una tra le prime opere d'impostazione razionalista presenti in città. 

L'attività di insegnamento alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste, iniziata nel 1959 come assistente e proseguita dal 1963 come docente di Architettura tecnica, diventa sempre più rilevante rispetto all'attività professionale.

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