Coronavirus, 4 operatori del pronto soccorso in quarantena: le raccomandazioni dei medici

L'ordine dei medici conferma la notizia e chiede collaborazione: "Rassicuriamo i cittadini per l'entità dei contagi ma invitiamo ad agire responsabilmente. Ambulatori troppo affollati, in alcuni casi persone con la febbre. In caso di sospetto chiamare il 112 o il numero verde"

Il dottor Francesco Franzin (Foto di repertorio: Aiello)

La notizia era trapelata nel mattino ma è stata confermata durante una conferenza stampa indetta dall'Ordine dei medici: quattro operatori del pronto soccorso di Cattinara, un medico e 3 infermieri, si trovano in quarantena preventiva dopo essere entrati in contatto con un paziente risultato positivo al test per il coronavirus. Inoltre il presidente dell'Ordine dei medici di Trieste Dino Trento ha dichiarato che due medici generici di Trieste e uno di Gorizia sono stati sottoposti a tamponi (tutti negativi) per essere entrati in contatto con pazienti sospetti.

Anche alla luce di questi fatti l'Ordine invita i cittadini a un atteggiamento più responsabile, invitandoli soprattutto a non recarsi in ospedale o in ambulatorio qualora ci fosse il sospetto di un contagio. I medici di base sono disponibili a ricevere chiamate per fare da triage telefonico e valgono i numeri 112 (per emergenze) e 800500300. Ma entriamo nel dettaglio.

Coronavirus: il comportamento corretto

"Tranquillizziamo i cittadini sul fatto che il sistema sanitario sta funzionando al meglio - ha detto il dottor Trento -, ma ognuno deve fare la sua parte: chi ha sintomi quali febbre, tosse, congiuntivite, sintomi gastrointestinali (il paziente positivo al pronto soccorso avrebbe presentato proprio questi sintomi, ndr), anche se non si arriva da posti a rischio contagio bisogna telefonare ai numeri noti per non intasare gli ambulatori. Questo vale anche se si è stati in contatto con una persona positiva al virus ma non si ha nessun sintomo. Abbiamo invece notizia di persone con febbre che si sono presentate negli ambulatori o nel pronto soccorso".

"Non mettere a rischio i medici"

"Questo comportamento - ha specificato il Segretario provinciale dei Medici di Medicina Generale, Francesco Franzin - può essere un problema sia per i pazienti presenti sia per gli stessi operatori perché un medico di base in quarantena significa meno assistenza medica per molti pazienti, e di questi tempi è necessario avere tutto il personale a disposizione". Il dottore segnala inoltre che "anche se inizialmente i cittadini sembravano aver recepito le informazioni (comunicate nella contestuale conferenza stampa, ndr) dopo quasi due settimane dalla dichiarazione dello stato di emergenza gli ambulatori sono stati investiti da una nuova 'ondata' di pazienti, a dimostrazione che le corrette procedure non sono ancora note a molti, e necessitano ulteriore diffusione".

"La Regione semplifichi le procedure per le ricette"

Il Segretario provinciale della Federazione italiana Medici PediatriMauro Stradi, ha poi rivolto un appello alle istituzioni: "Noi professionisti abbiamo ancora difficoltà a reperire adeguate protezioni, che dovrebbero essere fornite più capillarmente". Tutti i medici presenti hanno infine richiamato l'attenzione su un altro problema: quello delle ricette e della certificazione di malattia. "Se il paziente è costretto ad andare dal medico per ritirare la ricetta cartacea e poi andare in farmacia - ha sottolineato il dottor Trento - deve passare per la sala d'attesa e stazionare con altri pazienti, quindi è un accesso inutile presso lo studio del medico. Preghiamo la Regione di voler semplificare queste procedure per limitare i contagi". 

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