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Coronavirus, calano le violazioni del decreto: sette sanzioni nella giornata di ieri

Continuano a scendere i casi di violazione del decreto Conte, complice la "stretta" del 23 marzo e, forse, la bora. Al 25 marzo 510 denunce complessive dall'entrata in vigore del decreto, ora non è più previsto il reato penale ma cospicue sanzioni

Sette sanzioni per violazione del decreto anti contagio nella giornata di ieri, in cui le forze dell'ordine hanno controllato complessivamente 363 persone e 298 attività commerciali. Tre, invece, le denunce per altri reati. Attualmente la trasgressione alle disposizioni del decreto governativo non costituisce più reato penale (da ieri è nuovamente cambiata l'autocertificazione) ma le pene sono state inasprite: da 400 fino a 3000 euro di multa.

Fino a mercoledì 25 marzo i dati della prefettura parlavano di 510 denunce a Trieste, di cui 50 lunedì 23, 29 martedì e 10 mercoledì, fino alle 7 sanzioni (non più denunce) di oggi. Calano quindi i comportamenti lesivi della salute pubblica, complice la stretta del Governo o, forse, la bora sferzante di questi giorni. In tutto le violazioni ammontano quindi a 517 nel capoluogo giuliano dall'entrata in vigore del primo decreto. Ieri il capo della Polizia Frango Gabrielli ha dichiarato che "le violazioni segnalate in precedenza non finiranno in un nulla ma ci sarà comunque una sanzione amministrativa pari a 200 euro".

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