Ventimila mascherine al giorno, da domani scatta la produzione made in Fvg

Nel frattempo sono arrivate oltre 3000 mascherine di tipo Ffp2, 3000 tamponi, 104 respiratori, termometri dall'India e quasi 30 mila mascherine arrivate dalla Repubblica Ceca

Da domani il Friuli Venezia Giulia sarà in grado di produrre circa 20 mila mascherine al giorno grazie ad una produzione tutta regionale. La lotta contro il covid-19 passa attraverso il bando pubblico della Regione che è stato "raccolto" da una decina di aziende che faranno partire gli impianti. Le protezioni individuali in produzione, lavabili fino a 20 volte e riutiilizzabili per 40 giorni, verranno distribuite nei prossimi giorni in tutti i comuni del Fvg nel numero di due mascherine per persona. La Protezione Civile, che darà priorità alle aree maggiormente colpite dalla pandemia, contatterà tutti le amministrazioni locali che avranno quindi facoltà di distribuirle attraverso le modalità che riterranno più efficaci.

L'arrivo delle mascherine e dei tamponi

La notizia va ad aggiungersi all'arrivo di ulteriore materiale sanitario da utilizzare per far fronte all'emergenza. A Palmanova sono giunte 3080 mascherine di tipo Ffp2, 3000 tamponi, 104 componenti per respiratori, 6000 guanti monouso, 500 camici e 50 termometri. I camici e i misuratori di temperatura sono stati mandati rispettivamente dalla Francia e dall'India, mentre 29 mila mascherine (2000 di tipo chirurgico e 27 mila di tipo Montrasio ndr) sono arrivate dalla Repubblica Ceca e verranno distribuite "a chi opera in settori essenziali e a contatto con la popolazione". 

Il grido d'aiuto, le richieste dei sindacati 

Soddisfatte le richieste dei sindacati? 

Registrando la grande distanza tra il fabbisogno e la disponiblità, l'assessore con delega alla Sanità Riccardo Riccardi ha rimarcato il pressing sulla gestione commissariale nazionale affinché arrivino in Friuli Venezia Giulia i dispositivi di protezione individuale necessari "soprattutto per proteggere il personale sanitario". Un personale sanitario che attraverso le sigle sindacali della dirigenza, aveva chiesto a gran voce un aiuto concreto alla Regione. Nella giornata del 21 marzo i sindacati avevano ribadito la necessità di poter disporre il prima possibile di mascherine e tamponi, oltre che riuscire ad "arruolare" tra i loro ranghi personale medico giovane e proveniente dalle assunzioni e stabilizzazioni che la Regione potrebbe far partire. 

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