Coronavirus, Italia zona protetta: ecco cosa cambia a Trieste

Spostamenti in altri comuni e in altre regioni vietati salvo comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità. Le motivazioni dovranno essere autocertificate. Scuole chiuse fino al 3 aprile, pub e discoteche chiuse, bar e ristoranti aperti fino alle 18

Vietati gli spostamenti in altri comuni e in altre regioni se non per esigenze di lavoro, salute o assoluta necessità. Stretta anche sui locali, che chiuderanno obbligatorimente alle 18, e scuole chiuse fino al 3 aprile. Tutta l'Italia, da oggi, diventa in sostanza "Zona rossa" secondo il nuovo decreto per il contenimento del contagio da coronavirus. Un contagio in piena fase espansiva (il bollettino di ieri conta oltre 1797 contagi in un giorno). Davanti a questi numeri il Governo Conte ha esteso le misure contenute nel DPCM dell'8 marzo a tutta Italia, emanando il nuovo decreto "Io resto a casa".

Vietato spostarsi in altre città

Spostarsi in altri comuni sarà possibile solo per ritornare a casa, per motivi di lavoro, salute o necessità e questi andranno certicabili tramite un modulo (scaricabile qui il modulo AGGIORNATO). Le autorità potranno verificare a posteriori la veridicità di quanto dichiarato e, se si verrà colti a muoversi senza ragione da una città all'altra del paese, si rischierà l'arresto. Così ha dichiarato il premier Conte: "Non ci sarà più una zona rossa, ma ci sarà l’Italia zona protetta. Saranno da evitare su tutto il territorio della penisola gli spostamenti per comprovate ragioni di lavoro, da casi di necessità o motivi di salute. Aggiungiamo in questo provvedimento anche un divieto di assembramenti all’aperto o in locali aperti al pubblico. Non ce lo possiamo più permettere. Sono costretto ad intervenire in modo più deciso per difendere le persone più in difficoltà. Oggi è il momento della responsabilità, tutti i cittadini con me. Ognuno deve fare la propria parte”. 

Scuole chiuse, restrizioni per i locali

Da oggi, anche a Trieste, le scuole, gli asili e le università rimarranno chiusi fino al 3 aprile. I locali (bar, gelaterie e ristoranti) chiuderanno tassativamente alle 18, nel rispetto della distanza di un metro tra i clienti. Pub, cinema, palestre, piscine, discoteche, musei e biblioteche resteranno chiusi. La manovra si è resa necessaria visto che i ripetuti appelli non hanno avuto l'effetto sperato e la movida notturna, con casi di assembramenti sconsiderati, è continuata indisturbata nei weekend in diverse vie della città e del paese intero.

Esercizi commerciali

Medie e grandi superfici di vendita (centri commerciali e supermercati) saranno chiuse nei giorni festivi e prefestivi, con l'eccezione dei negozi di alimentari. Le farmacie e parafarmacie manterranno i loro orari di sempre. Sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di bar e ristorazione, a condizione che il gestore garantisca il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Se non dovessero rispettare questa condizione è prevista la sospensione dell'attività.

Non è vietato uscire

Sarà possibile fare passeggiate all'aperto evitando assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza. Recarsi in case altrui non è considerato spostamento necessario e la logica del decreto è rimanere il più possibile nella propria abitazione per evitare che il coronavirus si diffonda.

Le sanzioni

Chi non segue queste disposizioni potrà essere punito con l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda fino a 206 euro (secondo l'articolo 650 del codice penale) se il fatto non costituisce un reato più grave come ad esempio resistenza a pubblico ufficiale (fino a 5 anni di reclusione).

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I numeri del Coronavirus in Italia al 9 marzo

Secondo il bollettino di ieri le persone attualmente positive al Covid 19 in tutta Italia sono 7985, di cui 4316 ricoverati con sintomi. Di questi, 733 sono in terapia intensiva. 463 i deceduti con positività al tampone. Senza sottrarre le guarigioni e i decessi, i casi totali nel nostro paese sono 9172 (dati aggiornati alle 18 del 9 marzo 2020).

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