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Foto: Aiello

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Coronavirus, LAV: "Chi esce per accudire animali viene spesso rimandato a casa"

La Lega Anti Vivisezione manda una lettera alle forze dell'ordine di Trieste: "Ricevute molte richieste d'aiuto. Chi non si prende cura degli animali di cui è responsabile infrange la legge, quindi spostarsi per garantire la vita di un animale è motivo di salute e necessità"

"In questi giorni in tutto il Paese, stanno fioccando le richieste di aiuto da parte di attivisti e cittadini che vengono fermati dalle forze di Polizia mentre si stanno recando, non avendo alternative praticabili, ad accudire animali. Seppure esibiscano l’autocertificazione, gli operatori addetti al controllo, talvolta non riconoscono la situazione di “assoluta urgenza” ed in molti casi le persone vengono rimandate a casa". Lo dichiara in una nota la LAV Lega Anti Vivisezione ONLUS, e invia una lettera alle Stazioni di Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri della Provincia di Trieste. 

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"Accudire animali è necessità"

La LAV riscontra "Un’applicazione non uniforme delle recenti disposizioni per il contrasto al Covid-19 da parte delle Forze di Polizia" e nella lettera spiega che "ai sensi di Legge lo spostamento, anche intercomunale, delle persone fisiche, nel rispetto delle regole precauzionali previste, al fine di accudire e garantire la vita e la salute ad animali di cui a vario titolo si è responsabili (colonie feline, canili, centri di recupero, gattili, gatti in libertà e animali d’affezione), è lecito e giustificato per ragioni di necessità e motivi di salute, ai sensi dell’articolo 1 comma 1 lettera a) del D.P.C.M. 8/3/2020, poiché compatibili con quelle di cui al D.P.C.M. 11/03/2020 nonché con l’articolo 1 comma 1 lettera b) riguardo alla “assoluta urgenza ovvero per motivi di salute” del DPCM 22/03/2020 e alla Circolare del Ministero della Salute del 12/03/2020, dove negli spostamenti consentiti per “motivi di salute” rientra l’accudimento e la gestione di animali d’affezione".

"Inoltre - spiega la nota della ONLUS -, secondo la giurisprudenza, la mancata cura di un animale di proprietà o di cui si ha comunque la responsabilità, ravvisa il reato di maltrattamento di animali con condotta omissiva previsto dal Codice penale all’articolo 544 ter, il reato di abbandono di animale, previsto dalla prima parte dell’articolo 727 del Codice penale (per la Corte di Cassazione, l’abbandono non è soltanto il distacco totale e definitivo, ma anche l’indifferenza, la trascuratezza, la mancanza di attenzione e il disinteresse verso l’animale, non ottempera alla L. 281/1991 - Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, che promuove il benessere e la tutela degli animali d’affezione e protegge le colonie feline, vietando a chiunque di maltrattarle e/o spostarle dal loro habitat naturale".

La sede LAV Nazionale inoltre, mette a disposizione il proprio Ufficio Legale alle persone che avessero ricevuto il verbale di denuncia in violazione allo spostamento per la motivazione di cui sopra, per consigli su come procedere. 

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