Coronavirus, povertà e violenza sulle donne: il grido d'allarme di un'associazione benefica

"Donne vittime di violenze che hanno visto le loro famiglie spezzarsi e ora, in piena pandemia, non sanno più a chi chiedere aiuto. Molte di loro non hanno ancora ricevuto i buoni spesa". Un appello alla solidarietà da una nuova associazione nazionale con sede a Trieste. Nell'articolo i numeri da contattare per chi vuole aiutare o chiedere aiuto

Foto: Aiello

Donne che non hanno di che sfamare se stesse e i propri figli, a cui devono provvedere senza l'aiuto di nessuno. Donne vittime di violenze che hanno visto le loro famiglie spezzarsi e ora, in piena emergenza Covid, non sanno più a chi chiedere aiuto. Molte di loro non hanno ancora ricevuto i buoni spesa. È la situazione descritta dal “Movimento contro ogni violenza sulle donne”, una realtà nata a Trieste lo scorso gennaio e che, in quattro mesi e tramite il solo passaparola sui social, ha raggiunto oltre 4000 donne vittime di violenza (non solo fisica ma anche psicologica, economica e istituzionale) in tutta Italia. Ora il movimento copre tutte le regioni (tranne, per il momento, la Valle d'Aosta) e nei prossimi giorni sarà registrato come associazione senza fini di lucro, con sede centrale nel capoluogo giuliano. 

L'associazione

All'interno di questo spazio sicuro, nato soprattutto da donne che hanno vissuto in prima persona esperienze di maltrattamenti, lavorano a titolo gratuito psicologhe, avvocati, sociologhe, criminologhe, in grado di fornire un supporto ad altre donne in difficoltà. Al momento l'aiuto avviene tramite gruppi whatsapp, numeri di telefono dedicati e dei gruppi d'ascolto online, curati da psicologhe professioniste(tutti i contatti in fondo all'articolo). È in previsione anche un libro che raccoglierà le testimonianze più toccanti e altre iniziative artistiche per dar voce ed espressione al disagio di chi ha vissuto questo tipo di traumi. 

L'allarme in tempo di pandemia

In tempo di pandemia, però, come spiega la fondatrice Michela Sardo, l'emergenza è soprattutto economica: “Al momento molte donne separate si trovano nella situazione di non poter mantenere se stesse e i figli: alcune hanno perso il lavoro, altre non possono lavorare perché devono badare ai bambini oppure hanno stipendi miserevoli che non bastano nemmeno per il cibo e le bollette”.

“È noto – continua Sardo – che molti padri non adempiono ai propri obblighi di mantenimento verso i figli e che, con la scusa delle ristrettezze economiche, si sentono ancor più legittimati a non farlo. Le pene previste per questa mancanza, per contro, non sono abbastanza severe. Così queste donne e questi bambini si ritrovano a vivere in condizioni di povertà, e con le scuole chiuse il problema si ingigantisce”

Il Movimento conta a Trieste più di un centinaio di donne, e da questo campione la realtà che emerge è di grande emergenza: “La maggior parte di loro non hanno ancora ricevuto i buoni spesa, per questo avevamo lanciato la campagna di carrello solidale “Aiutiamoci ad aiutare”, affinché i supermercati mettessero a disposizione un carrello in cui poter lasciare generi alimentari in dono ai bisognosi. Abbiamo anche trovato dei volontari iscritti ad associazioni già registrate e abilitati alla consegna dei beni raccolti e abbiamo avuto il pieno appoggio da parte dell'assessore alle pari opportunità Francesca De Santis. Purtroppo, però, nessun supermercato, per il momento, ha dato l'adesione”.

In quanto realtà a contatto con diverse regioni, il Movimento ha rilevato che “in altre Regioni i sostegni per le donne separate con figli a carico sono maggiori rispetto al Friuli Venezia Giulia. Anche la rete di solidarietà si è formata più rapidamente altrove, ad esempio in molte regioni del sud. Intanto qui si sono create delle vere e proprie situazioni di emergenza”.
Se qualcuno dovesse riconoscersi in una delle situazioni descritte in questo articolo, o per chi avesse intenzione di offrire il proprio aiuto alla causa, può contattare l'associazione via facebook o via e-mail.

I contatti

Facebook: https://www.facebook.com/groups/623338855079191/
E-mail: movimentoviolenzadonne@gmail.com
Telefono: 3892693542

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