Coronavirus, partite IVA in ginocchio: i primi venti giorni di buio

Gli effetti dell'emergenza coronavirus sulle partite IVA sono devastanti. Abbiamo raccolto tre testimonianze di una delle categorie più esposte alla crisi economica. Ecco le loro storie

Foto di Giovanni Aiello

Con il Decreto del Governo del 9 marzo, l’Italia si è svegliata in zona rossa: per la prima volta nella storia della Repubblica, l’intera penisola è in quarantena. Un momento storico, una stretta del governo senza precedenti dovuta ad un’emergenza che ha messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale e l’economia italiana. In Friuli Venezia Giulia gli effetti si sono già fatti sentire il 22 febbraio con la dichiarazione dello stato di emergenza e le successive ordinanze. A dover sostenere il peso delle nuove disposizioni sono soprattutto le partite IVA (professionisti, artigiani e lavoratori autonomi) che, se non lavorano non guadagnano, e che, a differenza dei dipendenti pubblici o privati, non hanno accesso ai comuni ammortizzatori sociali come la cassa integrazione. Abbandonati a loro stessi, combattono ogni giorno per riuscire a trovare la spinta necessaria per andare avanti, anche se, per le attuali circostanze, comincia a vacillare anche il coraggio che li contraddistingue. Dietro alla sequenza di 11 cifre che li identifica, si celano infatti nomi, vite, storie ma soprattutto persone. Quelli che presentiamo sono i primi venti giorni di buio di tre triestini.

Tassista, 30 anni.

Il 22 febbraio in FVG viene dichiarato lo stato d'emergenza. Da quel giorno cos'è successo? Come si è evoluta la situazione?

Il 22 febbraio non si sentivano ancora gli effetti. Nell'aria c'era un'evidente psicosi, ma si lavorava ancora, ovviamente seguendo tutte le normative del Governo in termini di sanificazione e igienizzazione. Quest'ultima settimana è stata la più devastante. I numeri? Ultimamente la mattina si fanno dalle tre alle cinque corse, la sera, se sei fortunato, arrivi a tre. Faccio questo lavoro da quattro anni e non ho mai visto una cosa del genere. Nel mercato ci sono alti e bassi, è normale, ma questa è una situazione totalmente anomala.

Sai quantificarmi quanti soldi hai perso o una percentuale che possa rappresentare il quadro economico degli ultimi mesi?

Ti posso dare una percentuale: ho perso l'80% delle entrate. Probabilmente aumenterà. Hai paura? Sei preoccupato? C'è un messaggio che vorresti dare? State a casa. Tutti. Chi può, non esca. Certo, sono preoccupato perché devo pagare le tasse. Cerco di fare il possibile e di pensare positivamente anche se procrastinare la scadenza dei pagamenti potrebbe sicuramente aiutarci.

Quali sono le tue spese fisse?

Devo pagare l'affitto, l'Inps, l'auto, l'assicurazione, il cibo. Si cerca di risparmiare il più possibile.

Linda, 34 anni, organizzatrice di eventi

Il 22 febbraio in FVG viene dichiarato lo stato d'emergenza. Da quel giorno cos'è successo? Come si è evoluta la situazione?

Per questo mese avevo in programma due grosse manifestazioni triestine, tra le quali la decima edizione de "Le vie delle foto" in programma nel mese di aprile. Le prime disdette sono arrivate dagli Stati Uniti; subito dopo si sono accodate Slovenia e Croazia ed infine è toccato all'Italia. Solo nella prima settimana si sono ritirati 15 fotografi. A Trieste non si erano ancora verificati casi di Coronavirus e io, devo dire, ero abbastanza tranquilla. Quando poi sono stati resi noti i primi episodi di contagio, la situazione è precipitata e, come sapete, hanno vietato le manifestazioni. Ad oggi, non ricevo più e-mail da due settimane.

Per quel che concerne Lvdf, i fotografi hanno voluto dare il loro contributo: le foto pubblicate in questi giorni con l'hashtag #triestefotografica, verranno regalate a Federalberghi, che le distribuirà agli alberghi triestini. Abbiamo anche deciso di modificare le quote dei locali che quest'anno, in via straordinaria, potranno partecipare con un'offerta libera.

Sai quantificarmi quanti soldi hai perso o una percentuale che possa rappresentare il quadro economico degli ultimi mesi?

Ho perso il 65% delle entrate. Le manifestazioni che organizzo, le faccio una volta all'anno. Ho visto svanire nel nulla il lavoro degli ultimi sei mesi.

Presto dovremo pagare le tasse - come è giusto che sia - ma mi chiedo come farò dato che non riesco ad incassare o a lavorare.

Hai paura? C'è un messaggio che vorresti dare ai tuoi "colleghi"?

E' stato un duro colpo per tutti, ma quando ci sono dei cambiamenti così radicali, bisogna fare un'unica cosa: adattarsi velocemente perché saranno proprio le partite IVA quelle che porteranno le grandi innovazioni. Sono preoccupata, certo, ma voglio vivermi l'esperienza per imparare e per uscirne completamente cambiata. Se ho paura? Da morire, perché ho anche un figlio piccolo a cui pensare, ma la paura è uno strumento per muoversi.

Hai figli/famiglia?

Sì, ho un bambino di 6 anni.

Le tue spese fisse?

Affitto, bollette, cibo, l'auto...

Anna, 23 anni, fotografa - collabora con altri quattro freelance (foto/audio/video)

Il 22 febbraio in FVG viene dichiarato lo stato d'emergenza. Da quel giorno cos'è successo? Come si è evoluta la situazione?

Non appena è scattato lo stato d'emergenza, ho contattato scuole e università per capire cosa sarebbe successo dato che avevo delle collaborazioni in corso. Mi hanno subito detto che, a causa delle direttive del Governo, tutte le attività programmate sarebbero slittate a data da destinarsi. Successivamente, c'è stata la definitiva sospensione di tutti gli eventi che ha fatto saltare alcune collaborazioni che avevo in porto mentre altre, per ora, sono in stand-by.

Sai quantificarmi quanti soldi hai perso o una percentuale che possa rappresentare il quadro economico degli ultimi mesi?

Non so definire un quantitativo di denaro perso ma, così a stima, posso dirti che abbiamo perso/rimandato circa 7/8 lavori: tutti quelli che avevamo programmato nel mese di marzo. Dal mio punto di vista sarebbe utile una riduzione delle tasse oppure un contributo utile a far rimettere in carreggiata i lavoratori che si ritroveranno col dover sostenere numerose spese senza però aver avuto un profitto per praticamente un mese (o più).

Hai figli o qualcuno da mantenere?

Fortunatamente non ho figli, però devo affrontare mensilmente le spese di affitto dello studio, bollette e cose di routine (beni di prima necessità). Sono molto preoccupata perché anche in tempi "normali" è difficile farsi strada in questo mondo. Temo inoltre che, una volta finita questa situazione, sarà molto difficile ritrovare gli equilibri lavorativi creati in precedenza. Molti potrebbero decidere di annullare definitivamente alcuni eventi, altri invece si troveranno nella situazione di non avere più il budget necessario per ingaggiare qualcuno del nostro settore.

Come stai affrontando questa situazione?

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Sto cercando di fare uno schema mentale per organizzare le mie giornate e farmi trovare pronta una volta che l'attuale emergenza terminerà. Io e i miei colleghi ci stiamo muovendo per rendere il nostro lavoro più smart possibile, procacciandoci quindi lavori di post-produzione per audio/foto/video. Inoltre, sto cercando di appoggiarmi a qualche sito per la vendita di foto, anche se mi rendo conto che, date le difficoltà di questi giorni, sarà molto più difficile trovare acquirenti. In ogni caso sono fiduciosa e convinta che, una volta finito tutto, si ritornerà pian piano alla normalità. Non bisogna buttarsi a terra: stiamo attraversando un periodo difficile, ma non bisogna mollare. Se ci supportiamo a vicenda, facendoci forza, supereremo anche questa e sicuramente trarremo qualcosa di utile che gioverà a tutti.

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