Trieste città "chiusa", l'unica corsa è quella al supermercato: cronaca di una città fantasma

La città appare deserta, spettrale e popolata solamente dalle pattuglie delle forze dell'ordine, qualche lavoratore che si sposta in macchina e i senzatetto di piazza Libertà. Quinta puntata del reportage "Trieste città chiusa"

Una città svuotata. Oggi Trieste appariva così, nel primo giorno dopo l’ordinanza firmata dal governatore del Friuli Venezia Giulia che ha messo un freno alle passeggiate e allo sport all’aria aperta, lasciando aperte le farmacie e le edicole. Anche se una minoranza di triestini si è mossa – tra spostamenti lavorativi, qualche bicicletta al mattino segnalata a Barcola e chi accompagna fuori il cane – da Longera a Opicina, passando per le rive e osservando la Napoleonica e il lungomare, l’immagine ricorrente è stata quella di un deserto. Nel frattempo il bollettino di oggi 20 marzo parla chiaro: più 56 casi e altri due morti, il numero dei contagiati sale a 655. 

Trieste città "chiusa": leggi la prima puntata del nostro reportage

Tutti in fila 

Mentre Palazzo Chigi storce il naso sulla serrata domenicale dei supermercati – scelta che la Regione sembra voler a tutti i costi difendere – sono molti i triestini ad essersi messi in fila fuori dalla grande distribuzione. Fuori dal centro commerciale Il Giulia la fila è andata avanti per tutta la giornata, come pure in via Coroneo, alle Coop a Roiano e in tutti i supermercati cittadini. La rigorosa distanza di un metro viene rispettata e le persone, che sembrano sudditi di Sua Maestà in rigoroso silenzio, controllano il cellulare.   

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Da Opicina a Borgo San Nazario, la Napoleonica 

L’accanimento social contro i runners e il picco di contagi verificatosi il 19 marzo, ha portato all’emanazione del blocco totale. Oggi sulla strada vicentina non c’era nessuno. La zona delle falesie, salotto per gli alpinisti triestini e non, appariva deserta. Alcune transenne, posizionate per far fronte ad una caduta massi verificatasi tempo fa, potrebbero venir scambiate per la chiusura del sentiero che conduce ad Opicina. Niente di tutto ciò, la strada è libera. Tornando alla macchina il profumo di Euforbia in fiore si mescola al caffè del termos che ci portiamo dietro. Una macchina di forze dell’ordine in borghese ci osserva da lontano, poi riparte in direzione monte Grisa.

Tra lavoro e spesa c'è chi vaga senza meta: la seconda puntata

Le forze dell'ordine: "Tutto tranquillo, speriamo duri"

“Tutto tranquillo, speriamo la gente capisca” raccontano due carabinieri che ci fermano nei pressi dei Topolini. Sui ciotoli della spiaggetta più amata dalle nonne e dai bambini riposano tre meduse e alcuni gabbiani reali se ne stanno sugli scogli a protezione delle pittoresche strutture balneari. Un signore porta a spasso il cane e la silhouette di una motovedetta passa veloce sulla linea dell’orizzonte. Tra Gretta, San Giovanni, Roiano e borgo Teresiano contiamo quattro blocchi della Polizia Locale, uno della Guardia di Finanza e altre quattro gazzelle dell’Arma.  

Troppa gente in villa Revoltella: la Polizia Locale sgombera il parco 

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Linea d'ombra e le cure ai senzatetto

In piazza Vittorio Veneto un’ambulanza porta via una persona che si è sentita male, forse a causa dell’alcool, racconta un agente della Locale. Da via Ghega alla stazione il tragitto è breve. Qui troviamo i volontari di Linea d’ombra, l’associazione che si occupa di portare le cure ai senzatetto e ai migranti che stazionano in zona e che proprio oggi 20 marzo ha raggiunto un accordo con la Polizia, posizionandosi all’entrata del Porto Vecchio e non più davanti alla stazione ferroviaria. “Le istituzioni non potevano trascurare questo problema – racconta don Andrea che assieme a Lorena Fornasir ha fondato la realtà di volontariato –. Sembrava che queste persone fossero dei fantasmi fino all’altro giorno, mentre dalla prossima settimana speriamo di poterle sistemare”. 

Quarta puntata: la lunga giornata delle forze dell'ordine

La Polizia Locale osserva da lontano

Infatti, sembra sia stato raggiunto un accordo per la riapertura di un centro diurno nei primi giorni della prossima settimana. Non c’è niente di ufficiale, ma se così fosse, come racconta un giovane “per noi sarebbe una bellissima vittoria”. La Polizia Locale controlla la zona, arriva anche il comandante Walter Milocchi. Una signora viene fermata da una pattuglia e le vengono chiesti i documenti. Anche per gli agenti della vecchia Municipale non è un momento facile.  

BarcolaPoliziaLocaleCoronavirus_20-03-20__Giovanni Aiello-2

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Il nemico: Governo, stampa, infine i runners

“Troppa gente in giro”, “nelle ultime settimane tutti corridori” e altre espressioni che hanno intasato le segnalazioni sul web, rappresentano semplicemente la facciata del temporaneo nemico da sconfiggere, dove il virus appare distante, in quell’incertezza che l’emergenza ha diffuso tra tutti noi. All’inizio è stato il Governo il principale responsabile, poi i media rei di “provocare inutili allarmismi e cavalcare il momento per vendere di più”, infine i runners. Sarebbe bello affermare il contrario, ma quel nemico cambierà pelle, la metamorfosi si manifesterà nelle prossime settimane. La conta degli accusati è destinata a crescere ancora. [continua]

L'emergenza e i capri espiatori, cosa sta succedendo

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