Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Un milione in meno dalla tassa di soggiorno, il Comune chiede di cambiarla e studia le strategie future

“Chiederò che venga rivista perché oggi non ha nessun senso spenderne il 35 per cento per infrastrutture" così l'assessore al Turismo dell'amministrazione triestina Giorgio Rossi. "C'è bisogno di un marketing a livello europeo e dei flussi degli italiani"

I grandi flussi di stranieri non torneranno prima di chissà quando e il Comune di Trieste si trova costretto, con il supporto dell’ente di promozione regionale, a stravolgere in maniera radicale le proprie strategie di marketing e l’ulteriore individuazione dei target per il resto della stagione turistica. È questo quanto emerso dalla II Commissione consiliare che si è riunita oggi 31 marzo in via telematica in un altro capitolo della marcia di avvicinamento alla votazione sul bilancio. Un voto che chiederà l’approvazione dell’esercizio 2019 e che vedrà la discussione della parte previsionale, vale a dire quella sezione del bilancio che ad oggi possiede uno scenario sull'anno in corso che non può più essere considerato veritiero, a causa dell’emergenza COVID-19.

Marketing europeo e flussi degli italiani

All’interno del bilancio una parte che preoccupa l’amministrazione è quella dedicata al comparto turistico e agli introiti che entrano nelle casse attraverso l'imposta di soggiorno. Nonostante il sole e il mare attualmente non siano in grado di ipotizzare la celebre pole position – né di far tornare il sorriso sui comprensibili musi lunghi delle categorie coinvolte – l’assessore al Turismo Giorgio Rossi ha gettato acqua sul fuoco e tentato di far passare un messaggio positivo. “Per poter ripartire, Trieste ha bisogno di un marketing di livello europeo e dei flussi degli italiani”.

Flessione del 60 per cento di media della tassa di soggiorno 

Nelle casse del bilancio 2019 l’imposta di soggiorno ha fatto incassare a palazzo Cheba un milione e 700 mila euro, cifra che secondo le previsioni di Rossi “nel 2020 potrebbe subire una flessione tra i 50 e i 70 punti percentuale”. La traduzione, basata sulle affermazioni dell’assessore al Turismo, indicherebbe dei mancati introiti per l’amministrazione che andrebbero ad oscillare tra gli 850 mila euro (nel caso del 50 per cento) e il milione e 190 mila euro (nella peggiore delle ipotesi). In entrambi i casi un vero e proprio bagno di sangue.

Il necessario confronto con la Regione

Nel dover rivedere la programmazione del 2020, Rossi ha dato notizia di voler confrontarsi con la Regione. “Deve capire che il turismo è la punta di diamante e noi puntiamo molto su questo per far fronte alla tremenda situazione economica”. Tutto ciò che ha a che vedere con il turismo passerebbe sul tavolo dell’assessore regionale Sergio Emidio Bini. “Chiederò che venga rivista la normativa sulla tassa di soggiorno – ha affermato Rossi – perché ad esempio oggi non ha nessun senso spendere il 35 per cento per infrastrutture o mettere a posto i parcheggi dietro al magazzino 26”.

Dipenderà tanto dal Governo e dalla Giunta

Rossi punta ad ottenere dalla Regione un cambio in corsa, così da poter utilizzare i soldi in maniera diversa rispetto a quella prevista dalle norme. Del milione e 700 mila euro, poco meno di un terzo “va direttamente a PromoTurismo FVG (450 mila euro)” con altre “poste tra i 50 e i 100 mila euro l’una” che vanno dalle luminarie di Natale, al Carnevale, alla Barcolana, al sostegno per mostre, attività, fiere e molto altro. Il grido d’aiuto dei comuni – Trieste incluso – è rivolto alla Regione e al Governo. “Il dibattito – ha continuato Rossi – è quello se e come aggiungere un impegno economico per il rilancio delle attività economiche alla doverosa opera adi sostegno alle famiglie. Molto dipenderà dalle decisioni della nostra Regione e dell’esecutivo”.

Le reazioni politiche 

I programmi e gli eventi previsti per il 2020 verranno ridimensionati e l’incertezza si manifesta anche nelle reazioni politiche. “Auspico, come richiesto anche dalle categorie, il congelamento del riversamento della tassa di soggiorno al comune” è questo uno dei temi affrontati dal forzista Michele Babuder che chiede all’amministrazione di “attuare la massima diffusione sui canali social del comune di materiale video relativo a beni culturali, museali e attrattive della città”.

Secondo Antonella Grim di ItaliaViva “non ci libereremo di questo virus se non con il vaccino e le regole di distanziamento sociale che abbiamo adesso non cambieranno molto. Dobbiamo utilizzare questo tempo per preparare il progressivo rientro". Per Paolo Menis dei Cinque Stelle “il target turistico sarà quasi esclusivamente nazionale e la promozione della città dovrà tenere conto di questo attraverso delle operazioni mirate”.

Le crociere? Bella attrattiva ma non pagano un euro 

Alla richiesta di informazioni sul comparto crocieristico da parte di Fratelli d’Italia, Giorgio Rossi ha ribadito che “sono una bella attrattiva ma non pagano un euro di tassa di soggiorno e non portano in dote grossi risultati economici per le attività commerciali”.“Nel corso di questi anni abbiamo lavorato di concerto con le categorie in un modo che mai prima d’ora era stato fatto – ha concluso Rossi - e il tavolo aperto dalla scorsa estate ha portato a degli ottimi risultati. Ora dobbiamo essere realisti e concreti. Dobbiamo lavorare, non possiamo illuderci”.

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