Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Caos decreti: un voucher accende lo scontro tra un genitore e la Ginnastica Triestina

Troppe normative, troppe regole in un lasso di tempo ristretto: ecco l'altra faccia della legge ai tempi della pandemia

 Ai tempi della pandemia non è facile stare al passo con il Governo e le varie nuove normative. Mala comunicazione e norme interpretabili possono creare il caos e persino un voucher può creare divergenze. Protagonisti di questa storia sono la società sportiva dilettantistica Ginnastica Triestina e un genitore.

Ad allertare TriestePrima è stato quest'ultimo che ad ottobre del 2020 ha iscritto i suoi due figli al corso di karate. Dopo neanche un mese le attività vengono sospese a causa della ripresa dei contagi e la situazione rimane invariata fino alla sua conclusione, ovvero giugno. Il corso non viene riattivato e al genitore viene dato un voucher che copre l'importo della prestazione non erogata. "Io ho pagato per il corso di karate ma se non viene riattivato nemmeno online, non so che farmene del buono. Non li posso mica iscrivere a danza classica?" ha dichiarato il genitore. "Vista la situazione - aggiunge -, sono andato a chiedere chiarimenti e un possibile rimborso ma sono stato liquidato con un "gavemo seguido la legge". Per me è chiaro: o riattivi il corso o mi restituisci i soldi. Inoltre sono molto rammaricato per il modo in cui mi hanno trattato".

La versione della Ginnastica Triestina

"In realtà la legge nazionale permette alla società di scegliere tra corsi alternativi o voucher per venire incontro a chi non ha potuto seguire un determinato corso. In questo caso il genitore - che ha firmato un documento - ha preferito da subito il buono che peraltro, oltre ad avere valore di un anno dalla fine della pandemia, è al portatore quindi può essere ceduto a terzi" ha specificato il presidente Varrecchia raggiunto da TriestePrima, sottolineando che nella normativa precedente era il consumatore a poter scegliere tra buono o corsi alternativi. In merito al corso di karate aerrecchia ha dichiarato che si tratta di una misura temporanea in quanto "non è stato raggiunto il numero minimo dei partecipanti". Il presidente della Ginnastica Triestina si è quindi dimostrato sì disponibile a rispondere alle nostre domande, ma ha anche rimarcato di essere stufo della questione e di voler presentare una querela qualora la situazione si dovesse protrarre. "La persona interessata, che finalmente ha preso un appuntamento invece di presentarsi pretendendo di essere ascoltato, continua ad insistere con il rimborso. Lo incontrerò ma la legge è chiara" ha concluso.

Cosa dice la legge

Come riporta lo studio Mattonai che ha dedicato un intero articolo sul loro blog sul tema, il gestore può scegliere tra rimborso, svolgimento di attività a distanza o consegna del buono. Questa scelta, secondo lo studio, anche se non esplicitata come nella norma dello scorso anno, spetta direttamente al gestore stesso: “I soggetti che offrono servizi sportivi possono riconoscere agli acquirenti dei servizi sportivi stessi, alternativamente al rimborso…, un voucher di valore pari al credito vantato…” Non viene invece specificato se per il rilascio di una delle tre alternative, sia necessario il consenso dell'utente. La ratio della norma e volontà del legislatore sarebbe la seguente: per i gestori dei centri è subentrata l'impossibilità sopravvenuta a causa del Covid ad erogare il servizio e quindi lo assolve dalla responsabilità dei danni derivanti dal ritardo dell'adempimento finchè perdura la situazione di impossibilità. Per quel che concerne la durata, non si parla di un anno ma di sei mesi dalla fine dello stato di emergenza.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caos decreti: un voucher accende lo scontro tra un genitore e la Ginnastica Triestina

TriestePrima è in caricamento