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Tensione in carcere: aggrediti un agente e un infermiere

Ugl: «Troppi eventi critici a Trieste ai danni di poliziotti e operatori»

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Periodo molto caldo e teso al Coroneo in queste festività, contrassegnato da diversi episodi di
criticità che hanno impegnato non poco il personale operativo della Polizia Penitenziaria in difesa
della sicurezza e dell’ordine.
Diversi i detenuti che hanno posto in essere azioni di aggressione agli operatori e che hanno
creato disordini in questi giorni, taluni per futili motivi, altri invece a causa di un disagio psichico.
A riferirlo è la dott.ssa Federica D’Amore, segretaria regionale Ugl Polizia Penitenziaria Triveneto,
«Purtroppo in questi giorni di festa, come del resto l’anno scorso, sono stati tanti, troppi, gli eventi
critici accaduti nel carcere di Trieste ai danni dei poliziotti penitenziari e di altri operatori
,
numerosi gli interventi a difesa della collettività che la Polizia Penitenziaria di Trieste ha messo in
atto e numerosi gli episodi in cui i colleghi, ed in certi casi i membri delle loro famiglie, sono stati
bersaglio di offese, minacce ed atti intimidatori nell’esercizio delle loro funzioni, tutte azioni che
sono state doverosamente oggetto di altrettante denunce alle Autorità Giudiziarie competenti».

In particolare in un episodio accaduto nella serata del primo gennaio, un detenuto triestino, che già nei giorni scorsi èstato protagonista di azioni di intimidazione, violenza e resistenza al personale e che, con l’aiuto di un
compagno si è addirittura barricato in camera impedendo ai poliziotti di compiere le attività previste
dalle loro funzioni, ha aggredito con molta violenza un poliziotto, attaccandolo di sorpresa, dapprima con uno spintone facendolo sbattere con la testa contro una porta in ferro, poi colpendolo con calci e pugni; situazione che fortunatamente si è riuscita in qualche modo a circoscrivere evitando ulteriori e più gravi conseguenze al poliziotto, grazie all’intervento di un collega e della calma e professionalità di entrambi; ma sono state necessarie le cure del pronto soccorso e la prognosi per il collega aggredito è stata di sei giorni.

Quello che lascia sgomenti è che, racconta la dott.ssa D’Amore «sono settimane che questo soggetto si
mostra aggressivo e gli episodi di violenza sono stati diversi; nei giorni scorsi tali episodi hanno avuto un
impennata di violenza dopo che la sua fidanzata è stata arrestata dalla Polizia Penitenziaria di Trieste
perché trovata in possesso di quasi dieci grammi di hashish mentre attendeva di fare colloquio con lui,
droga a lui diretta ma che però è stata intercettata grazie alla sinergia della Polizia Penitenziaria di
Trieste e deii colleghi del Distaccamento antidroga delle unità cinofile di Verona».
Diverso invece il discorso per il detenuto che da mesi ormai, a causa di problemi psichiatrici, è ospitato nella sezione isolamento del Coroneo e che è stato protagonista di innumerevoli episodi di violenza sia sulle persone che sulle cose; a causa, pare, di una carenza farmacologica, dopo che per un buon periodo era stato molto meglio e si era calmato, negli ultimi tempi ha ripreso a dare segnali di forte squilibrio perchè non assume con regolarità le terapie prescritte dai medici: oltre a gridare ininterrottamente tutto il giorno e tutta la notte disturbando la quiete degli altri ristretti esasperati, ha appiccato numerosi incendi, allagato più volte tutto il corridoio della sua sezione, distrutto in più occasioni tutti i suppellettili in dotazione, divelto sanitari e da ultimo ha aggredito un infermiere, insomma una
situazione insostenibile che, secondo la segretaria regionale Ugl PP, andrebbe attenzionata maggiormente dal personale sanitario e dai suoperiori uffici.
«La segreteria Ugl Polizia Penitenziaria Triveneto auspica che vengano presi seri provvedimenti a
tutela della sicurezza del personale
, che il detenuto triestino protagonista dei gravi episodi di violenza a danno dei poliziotti penitenziari sia trasferito, come peraltro già chiesto anche dalla Direzione; che
l’altro soggetto, che tra pochi giorni dovrà affrontare il processo per cui è in carcere, possa essere
trasferito in un reparto di medicina protetta dove possa ricevere le cure psichiatriche di cui necessita in
totale sicurezza, e soprattutto che le Autorità considerino in futuro la delicatezza dei periodi di festa
all’interno delle carceri dove è d’obbligo una maggiore sorveglianza, rinforzando il reparto operativo
della Polizia Penitenziaria; infine esprimiamo tutta la nostra vicinanza al collega che ha subito
l’aggressione augurandogli una pronta guarigione».

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