Coronavirus, parla il responsabile della Corsa della Bora: "Fare attenzione e mai fermarsi"

La riflessione di Tommaso de Mottoni organizzatore della corsa italiana di riferimento a livello mondiale per quanto riguarda la stagione invernale

"Siamo quasi ai primi di novembre e la Corsa della Bora si avvicina. Dopo l’ultimo DPCM e il generale aggravarsi della situazione è necessario fermarsi a fare una riflessione su alcuni punti certi". Comincia così la riflessione di Tommaso de Mottoni, organizzatore della corsa italiana di riferimento a livello mondiale per quanto riguarda la stagione invernale. Una riflessione sulla pandemia e sulla paura, ma anche un invito a non venir sopraffatti dalla paura, lasciando piuttosto spazio all'evoluzione e all'adattamento alla situazione attuale. "Non esistono date certe - continua de Mottoni -. La situazione potrebbe perdurare anche per un periodo molto lungo, si pensi all’Estremo Oriente, dove le mascherine si indossano ormai da un decennio. La normativa oggi, anche se con stringenti precauzioni, consente una discreta mobilità e lo svolgimento di un gran numero di attività, consentendo una vita quasi normale. O quella che dovremmo abituarci a considerare la futura normalità".

Modificare la normalità

Su queste condizioni l'organizzatore riscontra quindi una minaccia, ovvero la libera interpretazione in chiave catastrofista, in cui a prevalere è il panico ed il pessimismo. "Il punto è che l’orizzonte della fine del problema non è chiaro e non è definito. Dobbiamo quindi ora iniziare ad agire non in attesa della fine, ma modificando la nostra normalità ed adattandoci a nuove condizioni che potrebbero durare anche per sempre. Regola che vale da che mondo è mondo e va associata all'evoluzione, non al terrore. È quindi il momento di reagire. Rispettare sempre le prescrizioni sanitare, soprattutto quando e dove nessuno ci vede. Perché sono quelli i momenti di maggior rischio ed è il momento di trasformare delle indicazioni comportamentali, come nuove abitudini e nuova normalità".

La paura

"In questi giorni - spiega de Mottoni - mi è capitato di parlare con uno dei pilastri della nostra manifestazione, una persona che stimo e che ci ha dato fiducia ed appoggio dalla prima edizione. “Non so se ci saremo” – mi dice – “abbiamo paura” aggiunge – “la gente si tira indietro”. Caro amico, non posso biasimarti, ma non posso unirmi a te in questo delirio catastrofista ed autodistruttivo. Non serve mettere la testa nel buco e chiudersi in casa dicendo “andrà tutto bene”. Serve guardare alla realtà consci del fatto che sta andando tutto male. Che la condizione è pessima ed è destinata solo a peggiorare se andiamo avanti così. Con queste visioni. Questo è il motivo per cui ha senso reagire: per salvare il salvabile e per ricostruire". 

"Il primo passo è vivere rispettando davvero le precauzioni anti-contagio. Il che non significa “non fare”. Significa fare bene. Caro amico, tu mi dici che non ci sarai a gennaio. Che gli amici del tuo gruppo non ci saranno perché hanno paura. E io ti dico che mi dispiace perché ci mancherete, ma noi, se la legge lo consentirà, ci saremo".

L'appello

Segue infine un appello, ovvero quello di "rispettare sempre le indicazioni, non solo quando c’è qualcuno a guardarci. Parallelamente a questo a gennaio, sperando che si possa tenere l’evento, alla Corsa della Bora ogni aiuto sarà prezioso e ben accetto: di supporto ai ristori ma soprattutto a dare indicazioni e a controllare che i concorrenti si muovano seguendo il corretto schema. Questo perché non sempre la gente non rispetta le indicazioni per disinteresse, ignoranza o malafede, ma perché spesso manca anche la necessaria attenzione ad indicare correttamente cosa fare".

"Quello che chiedo alle nostre Istituzioni è di essere di supporto al tessuto sociale ed economico, di aiutare chi sta facendo sforzi enormi per andare avanti. Essere di supporto non significa ignorare le prescrizioni, ma non significa nemmeno interpretarle e impedire quello che la Legge, basata sul parere di un Comitato tecnico scientifico, consente. Vogliamo procedere a svolgere quello che più amiamo e quello per cui abbiamo lavorato tutti quanti fino ad oggi, rendendo la Corsa della Bora un evento indimenticabile per tutti coloro che hanno partecipato, e dando la possibilità di partecipare a tutti quelli che da mesi attendono solo di poter essere con noi a gennaio" conclude. 

Bullizzare le regole non è nel nostro spirito, se fino ad oggi abbiamo avuto qualche polemica è stata da parte di chi si aspettava da noi una leggerezza proprio nei confronti delle regole, ma non c'è mai stata e mai ci sarà.

Adesso si tratta però di decidere se vogliamo essere dalla parte di chi lavora per la soluzione o dalla parte di chi si subordina al problema.

Esistono persone che hanno la voglia di sviluppare idee per ogni problematica e persone che hanno voglia di sviluppare problemi per ogni idea. Noi abbiamo scelto da che parte stare. 

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