Il corteo per il clima

“Contro la crisi climatica e la guerra”: centinaia di giovani al corteo di Fridays for Future (FOTO)

Il corteo da largo Barriera al Giardino Pubblico. I giovani attivisti hanno puntato il dito contro “la guerra dei combustibili fossili” e a favore delle rinnovabili. Alla politica triestina chiedono più spazi verdi e maggior attenzione a trasporti pubblici ed efficientemento energetico

I giovani scendono in piazza contro la crisi climatica: circa 400 persone si sono radunate oggi in largo Barriera per lo "sciopero globale per il clima e contro la guerra dei combustibili fossili", organizzato da Fridays for Future per lanciare un grido d’allarme in una situazione ambientale sempre più critica. Una battaglia più che attuale visti i fenomeni climatici estremi delle ultime settimane, come le secche nell'Isonzo che hanno portato a una spaventosa moria di pesci.

Presenti al corteo anche i rappresentanti di Extinction Rebellion, Legambiente, WWF e associazioni ambientaliste locali, oltre ad alcuni esponenti della politica locale, tra cui Alessandra Richetti e Andrea Ussai (Movimento 5 Stelle), Giulia Massolino (Adesso Trieste) e Dejan Tič (Pd), insieme al Comitato No Ovovia, Non Una di Meno e alcuni sindacati, tra cui Fsp Cgil. 

Una folla per lo più composta da giovani e studenti delle scuole superiori (“abbiamo saltato la lezione per darvene una”, riporta uno striscione), come nella miglior tradizione dei cortei di Fridays for Future, anche se con numeri inferiori alle manifestazioni del pre pandemia. Accompagnati da slogan e musica, gli attivisti hanno sfilato in un percorso da largo Barriera al giardino Pubblico passando per piazza dell'Ospitale e via Battisti.

I giovani militanti hanno chiesto a gran voce "che la vita sia messa al primo posto, prima del profitto", "che si agisca secondo il principio della giustizia climatica" e che "siano ascoltati i popoli indigeni che già stanno pagando le cause della crisi climatica". Dal megafono degli organizzatori sono arrivate anche richieste specifiche alla politica triestina per "diminuire il prezzo dei trasporti pubblici e quello su rotaia, prestare più attenzione al verde pubblico, con rimboschimenti all’interno della città, seguendo le indicazioni di botanici, gelologi ed esperti. Chiediamo anche l'efficientemento energetico degli stabili, individuando quelli lasciati al degrado. Dobbiamo fare più rumore delle bombe che vengono scagliate in queste guerre inutili".

Non sono mancati interventi sulla guerra in Ucraina ed è stato letto un messaggio diramato da Extinction Rebellion Ukraine: “la dipendenza dell’Ue dal carbone, dal petrolio e dal gas russi è una terribile minaccia per la pace mondiale e per il clima. Il denaro proveniente da quelle fonti è cruciale per il regime criminale di Putin, che usa i combustibili fossili per finanziare la sua aggressione al di fuori della Russia, e per una propaganda tramite radio, Tv, stampa e Internet senza precedenti nella storia”. 

Il corteo si è fermato anche davanti all’ospedale maggiore per una simbolica tappa, in cui è stato spiegato che “siamo qui anche perché vogliamo salvarci le penne, visto che un ambiente salubre allunga la vita. E' stato dimostrato che respirare sostanze inquinanti rende più suscettibili all’infezione da Covid”.

I manifestanti hanno poi imboccato via Timeus verso il giardino Pubblico, nello spiazzo centrale, dove i rappresentanti delle associazioni hanno preso la parola. Alcuni relatori hanno rilevato gli scarsi progressi del paese verso un'economia più sostenibile. tra questi Abel Gambini, ambasciatore per il patto climatico della Commissione europea e vicepresidente dell'associazione per la mobilità sostenibile, che ha dichiarato: "In Italia siamo tornati indietro di quattro anni per quanto riguarda le energie rinnovabili. Abbiamo solo finto di puntare su eolico e fotovoltaico, che grazie al bonus sono di certo aumentati, ma poi abbiamo aperto centrali a carbone, quindi la percentuale delle rinnovabili nel mix energetico è scesa in proporzione a un valore pari a quello di quattro anni fa. Questo lo rileva Terna, l' agenzia per il trasporto dell'energia elettrica in Italia, nel rapporto di gennaio, quindi un dato precedente alla riapertura della centrale a carbone di Monfalcone, che dovrebbe erogare, insieme alle altre centrali a carbone d'Italia, il 6,2% nel mix energetico nazionale. Una quota ancora troppo significativa, che impatta sempre di più su questa crisi climatica".

Corteo Fridays for Future 2022

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