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Nutrie, sabato il corteo per chiedere alla Regione l'adozione di metodi non violenti

Ai partecipanti viene chiesto di indossare qualcosa di rosso per richiamare il colore del sangue delle nutrie che viene versato sul suolo regionale

Sabato 24 sfilerà per le vie di Trieste un corteo pacifico di cittadini e delle associazioni che chiedono alla Regione FVG di adottare metodi non violenti per il contenimento delle nutrie. La Giunta Serracchiani ha recentemente imposto un piano di eradicazione delle nutrie basato esclusivamente su metodi cruenti. La scelta di contenere un animale estraneo agli habitat della regione non è in discussione, ma è inaccettabile che si utilizzino metodi violenti quando esistono metodi dolci più efficaci.

Le nutrie oggi possono venir intrappolate ed uccise a colpi di fucile o con il gas da alcuni soggetti autorizzati. La scelta di utilizzare tali metodi evidenzia una mancanza di rispetto di diritti che dovrebbero esser inviolabili per tutti gli animali: il diritto alla vita ed alla libertà. La normativa europea prevede che il contenimento possa esser fatto con metodi non letali, la normativa nazionale incoraggia a non utilizzare la violenza, viene da pensare che i contentini elettorali dei politici regionali per i cacciatori si facciano sulla pelle degli animali. Il ritrovo del corteo è alle ore 10.30 in piazza della Borsa a Trieste, ai partecipanti viene chiesto di indossare qualcosa di rosso per richiamare il colore del sangue delle nutrie che viene versato sul suolo regionale. Il percorso terminerà presso la sede del Consiglio Regionale in piazza Oberdan passando per via Cassa di Risparmio, il canale di Ponterosso e via XXX Ottobre.

Chiediamo di fermare l’uccisione dei simpatici castorini per vari motivi:

1. Biologico: Le condizioni ambientali non permettono che l’eradicazione possa esser fatta con metodi violenti. Con l’abbattimento si osserva l’aumento del tasso di nascite e la tendenza dei maschi non leader delle colonie rimanenti ad uscire dal territorio in cui sono nati e ricolonizzare i territori nei quali le nutrie sono state prelevate ed uccise.
2. legale. Nel 2016 le nutrie hanno perso le tutele previste per la fauna selvatica, tuttavia il legislatore nazionale ha chiaramente garantito loro un ultimo diritto: quello che l’eradicazione sia svolta prioritariamente senza violenza e solo in caso di inefficacia, vengano approvati piani di abbattimento. Pertanto le associazioni accusano un vizio di illegittimità per eccesso di potere della Giunta Regionale, ed un contrasto persino con la Legge regionale 20/2017 che prevede l’uso dei metodi messi a disposizione dalla comunità scientifica.
3. contraddittorietà. Il piano di abbattimento si basa su un parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che, nonostante le formali richieste di accesso agli atti, le associazioni non sono riuscite ad ottenere. Questo misterioso parere contrasta con altre posizioni prese dall’ISPRA e dai suoi dirigenti, aperti alla sterilizzazione degli animali.
4. democratico. 627 cittadini della regione hanno presentato una petizione popolare alla Regione per chiedere che le nutrie siano eradicate solo con metodi non violenti. Non essendo stata discussa la richiesta dei cittadini nelle sedi competenti, logica vorrebbe, che la Giunta attendesse il pronunciamento del Consiglio Regionale su un provvedimento che decide sulla vita o la morte di migliaia di animali delle nostre terre. Ma così non è stato.

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