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Giovedì, 23 Maggio 2024
La manifestazione

Primo Maggio: in 3mila manifestano al corteo "spaccato" in tre

Il sindacato Usb, il movimento Burjana e alcuni gruppi antagonisti hanno sfilato separatamente dai confederali Cgil, Cisl e Uil. In coda al corteo una terza fazione, costituita dai movimenti No Green Pass. Tutti e tre hanno concluso la marcia in differenti punti della città. La manifestazione è durata di meno rispetto agli anni precedenti e si è conclusa senza disordini

Un corteo del Primo Maggio frammentato in tre fazioni, di breve durata e senza scontri, ha sfilato per le vie cittadine nella mattinata di oggi. Tremila persone secondo stime della Digos, anche se alla partenza, in campo San Giacomo, si sono radunate inizialmente meno di un migliaio di manifestanti. Una volta arrivato in piazza Garibaldi, il corteo è stato accolto da una folla in attesa, molti con il tradizionale garofano rosso in mano, e l'affluenza è andata progressivamente ad aumentare. 

La manifestazione è partita, come da tabella di marcia, intorno alle nove, con lo striscione delle Rsu Wartsila Italia in testa. Nella prima sezione del corteo i sindacati confederali Cgil Cisl e Uil, rappresentanti delle forze politiche di sinistra (tra cui Pd, Adesso Trieste e Rifondazione comunista) e alcune associazioni tra cui le Acli. Ben separato dai mezzi delle autorità il cosiddetto "spezzone sociale”, composto dal sindacato Usb, dal movimento Burjana e dai gruppi anarchici, che esibivano uno striscione con il messaggio "Fine del mondo e fine del mese, stessa lotta". In questo gruppo marciavano anche sostenitori della Palestina, con relative bandiere e lo striscione “Israele=Apartheid”, oltre a rappresentanti di Arcigay e Fridays for Future. Diversi gli slogan contro i tre confederali.

In coda i movimenti No Green Pass, tenuti a distanza dalla sezione principale da un “cordone” di poliziotti in tenuta antisommossa. Nella manifestazione del 2022, ricordiamo, si erano verificati degli scontri tra i manifestanti no vax, i sindacati e la Polizia. Più recenti le tensioni alla cerimonia del 25 aprile, in cui ad alcuni manifestanti era stato impedito di entrare nella Risiera di San Sabba per dichiarati “motivi di sicurezza”. Il dispiegamento delle forze di Polizia per tenere separati i tre segmenti del corteo, visti i precedenti, è stato importante ma gli agenti, questa volta, non hanno dovuto usare gli scudi antisommossa.

IL VIDEO DELLA PARTENZA

Anche le destinazioni finali sono state fissate in tre punti diversi: Cgil, Cisl e Uil in piazza Unità, dove è stato allestito il consueto palco, Usb e lo spezzone sociale in piazza Libertà e i No Green Pass in piazza della Borsa. Sul palco di piazza Unità gli interventi sono stati meno numerodi e più brevi rispetto all’anno scorso, e i microfoni si sono spenti intorno alle 11:30. In generale, a detta di svariati manifestanti, si è trattato di una manifestazione “più sottotono” rispetto agli anni scorsi, con “meno slogan e musica” e un’affluenza minore rispetto alle aspettative. Megafoni, fumogeni, tamburi e le classiche colonne sonore del Primo Maggio si sono concentrati principalmente nello “spezzone sociale” che, sempre secondo i calcoli della Questura, ha radunato circa 400 persone (sulle dichiarate 3mila). Nei giorni scorsi era circolata la notizia che la Questura avesse chiesto ai gruppi antagonisti di non usare gli amplificatori ma alla fine, dopo un colloquio con i vertici di Usb, le autorità non hanno disposto alcun divieto in tal senso. Venuto meno questo possibile motivo di scontro la manifestazione si è conclusa senza complicazioni.

Per Alberto Monticco, segretario regionale Cisl, si è trattato di “una giornata positiva, abbiamo rilanciato i temi del lavoro e della centralità della persona e, per questo territorio, abbiamo riaffermato il fatto che la vertenza della Wartsila va risolta per dare prospettiva ai giovani, al territorio ma anche a tutto il paese, perché questo è l’emblema di una vertenza in cui l’azienda va bene ma per motivi collegati alla multinazionale è stata delocalizzata”. Commentando il distacco di Usb, Monticco ha dichiarato che “la festa del Primo Maggio è la festa dei lavoratori, Cgil, Cisl e Uil non hanno mai chiuso le porte a nessuno, noi accettiamo le libere e legittime scelte di tutti ma non ci facciamo condizionare nella nostra opera contrattuale di rivendicazione dei diritti”.

Sasha Colautti, segretario provinciale di Usb, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti visto tutto quello che è stato fatto per cercare di inibire un corteo che si è dimostrato pacifico, colorato e che ha riportato le parole del lavoro nelle strade di Trieste”. Colautti ha poi spiegato che “oggi questo corteo diverso marca una distanza profonda e un solco tra noi e il sindacalismo confederale” che “negli ultimi 30 anni ha svenduto tutto. I lavoratori di questo paese, dal 2008 hanno perso il 12 per cento di salario e il 97 per cento dei contratti nazionali portano la firma di Cgil, Cisl e Uil. Questo significa che sono stati sottoscritti negli anni contratti al ribasso”.

Primo Maggio 2023

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